da xilema » 30 marzo 2009, 13:03
Porto-isola, l’Hph pronta ad investire
REMO FERRARA Clemence Cheng, il responsabile di Hph (Hutchison Port Holdings), la più grande società del mondo nel settore delle attività portuali e del trasporto di merci, che in Italia già opera nel porto di Taranto, è interessato al progetto del "porto isola" per la delocalizzazione a sud dello scalo commerciale di Salerno. Lo ha detto ieri, a margine del congresso Confesercenti, il presidente dell'Autorità Portuale Andrea Annunziata che ha aggiunto che «dopo un incontro salernitano, è già stato concordato un secondo appuntamento a Rotterdam» che si terrà nei prossimi giorni. Intanto la Hph valuterà già sinergie con lo scalo commerciale salernitano. L'interesse dell'imprenditore cinese (che opera però ad Hong Kong) è un segnale di enorme valenza per Annunziata. «È chiaro che il futuro del porto - ha detto - è legato alla sua delocalizzazione. Un porto è importante per l'economia non quando movimenta enormi quantitativi di containers, ma quando crea valore aggiunto alle merci». Insomma, determinanti per le prospettive di crescita sono i servizi del retroterra, che solo la delocalizzazione e la realizzazione del porto-isola può rendere realmente potenziabili. Hph fa parte del gruppo Hutchison Whampoa Ltd, leader nei settori più importanti dell'economia mondiale, fra cui le telecomunicazioni: sono infatti proprietari della compagnia telefonica "H3G", che opera anche in Italia col marchio "Tre". Un interesse, quello di Clemence Cheng, che per Annunziata non è il solo: «Anche imprenditori locali - ha aggiunto - hanno manifestato forte interesse alla realizzazione del porto isola. Occorrono 1,5 miliardi: sta ora alle istituzioni locali mettere dei punti fermi e chiarendo quali devono essere le prospettive di sviluppo per il territorio: quali scali adibire al trasbordo delle merci e quali per il turismo». Il ruolo delle istituzioni, per Annunziata, deve però fermarsi qui: «Non vogliamo un'infrastruttura, come Malpensa, decisa a tavolino dalla politica e che poi si è scontrata con le regole e le logiche del mercato». L'interesse di Cheng e di altri imprenditori locali la dicono lunga sull'appetibilità del porto isola. Intanto da questa estate nello scalo salernitano («che - ha detto Annunziata - nelle ultime settimane ha fatto registrare lievi incrementi che ci lasciano ben sperare sulla fine della crisi in atto») approderanno più navi da crociera (l'incremento sarà nell'ordine del 40%): non più il lunedì, però, con i negozi chiusi e la città sonnecchiante, ma il mercoledì confidando in una migliore e più efficiente accoglienza. «Ma il vero input all'economia - ha aggiunto Annunziata - non lo portano i crocieristi, ma i diportisti che in porto ci restano per due settimane». In materia di infrastrutture anche Augusto Strianese ha chiamato le istituzioni locali alle proprie responsabilità : oggi il Cda dell'aeroporto farà il punto sulle offerte presentate dalle compagnie aeree per volare da e per Salerno. Una commissione entro dieci giorni stilerà la graduatoria: «Poi - ha detto Strianese - se il quadro non si chiarirà non sono disposto a rimanere, com'è già avvenuto, con il fiammifero acceso in mano. Entro un anno, massimo due, porteremmo la pista da 1650 a 2200-2400 metri e questo potrà rappresentare una grande svolta per il turismo provinciale. Le istituzioni locali ci chiariscano cosa intendono fare». Altri strali polemici all'indirizzo delle amministrazioni locali sono venuti dall'europarlamentare Gianni Pittella: «Basta alla polverizzazione dei finanziamenti comunitari per finanziare la sagra della frittata e la festa della polenta. L'Ue deve imporre agli enti di convogliare le risorse su obiettivi infrastrutturali strategici». Una buona notizia per l'economia locale è venuta infine dal presidente della provincia Angelo Villani: «Abbiamo realizzato uno screening di opere e lavori immediatamente cantierabili. Nei prossimi sei mesi ci impegniamo ad immettere 40 milioni di euro in interventi sul territorio».