da asessa » 5 ottobre 2010, 14:03
Gianni Colucci All’assemblea del consorzio dell’aeroporto svoltasi ieri si sono ripetute le decisioni del 9 agosto. Si superano così tutti i rilievi formali sulla mancata indicazione all’ordine del giorno della nomina dei consiglieri di amministrazione che erano stati sollevati dal comune di Pontecagnano e di Salerno. Si mettono in sella legittimamente questa volta i due nuovi Cda di Consorzio e Spa e si riavvia in piena legittimità il percorso per far decollare da Pontecagnano aerei con livrea Alitalia. Questo almeno in teoria. Nel Cda torna Romano alla presidenza con Arzano, Scorziello, Salvioli e Strianese. La Spa vede presidente Maiese, con Foschi (che ricopre anche la carica di amministratore dell’aeroporto), Bellacosa, Anastasio e Annunziata. Il comune di Salerno con Iuliano e Cascone all’assemblea ha ribadito la propria posizione contraria all’intesa con Alitalia, rimanendo fuori da entrambi gli esecutivi. Il presidente uscente Ernesto Sica si è allontanato dalla seduta lasciando campo libero alla nuova intesa. «Gianni Iuliano e Luca Cascone - fa notare Adriano Bellacoasa, assessore provinciale - a noi hanno detto che non condividono il piano Alitalia, mentre avevano votato un piano più costoso nel Cda. Poi in assemblea non hanno inspiegabilmente sostenuto un piano più conveniente». E conclude maliziosamente: «A loro andava bene quello negoziato da Amendola». In piena titolarità a questo punto romano e Maiese con Foschi potranno costruire l’intesa con Alitalia (tre voli quotidiani cinque volte a settimana per Milano e Roma per 4 milioni di euro l’anno). «Tra l’altro - aggiunge Bellacosa - la nostra concessione Enac è legata all’obbiettivo di fare un numero minimo di viaggiatori per conservare l’autorizzazione. Il rischio è che perderla significherebbe perdere un valore w con esso gli investimenti di circa 40 milioni per le infrastrutture e le decine spese fino ad oggi». Tra l’altro, è il ragionamento che Provincia e camera di Commercio si trovano a condividere, ci sono 49 milioni della Regione che consentiranno di allungare la pista. Il governatore Caldoro, l’altra settimana si è detto «tifoso» del progetto. L’intesa con Alitalia taglia fuori il progetto a costo zero di Ryanair (che punta a due milioni di passeggeri l’anno, ma chiede una pista modificata per la propria flotta). La riunione di ieri mattina, una seduta durata cominciata alle 10 e finita oltre le 13, ha dunque sancito un percorso. «Siamo rimasti fuori come Comune senza grandi patemi d’animo - dice Gianni Iuliano, membro dell’assemblea e non più nel cda - Imbarcarsi in avventure come queste è rischioso. Non escludiamo di uscire dal consorzio. Quei costi, al di là della politica, non riusciamo a sostenerli. E poi che avventura è: si sbandiera un’intesa su un bimotore da trenta posti 4 milioni all’anno più Iva. Diciamo che la cosa più notevole è il cambio radicale di posizione della camera di commercio che aveva sparato a zero su Alitalia». Iuliano rileva anche le difficoltà di tutti i comuni consorziati che, tra patto di stabilità e riduzione di trasferimenti e vincoli posti dalla legge, avranno difficoltà a onorare le quote. «Rispetto al piano Amendola non abbiamo cambiato idea - dice Iuliano - Abbiamo sempre detto che Alitalia poteva andare bene a fronte di una chiarezza dei tempi e abbiamo sempre rimandato all’assemblea, e quindi ai soci, la verifica della compatibilità economica». Il prossimo passo dell’amministrazione dell’aeroporto sarà quello di recuperare le quote e chiudere il contenzioso con i comuni. e ci sono già letture in punta di diritto che fanno immaginare complesso quest’esercizio. Infatti le ricapitalizzazioni (a cui ha partecipato la camera di commercio) richiederebbero apposite delibere dei consigli comunali che quasi mai ci sono state, dunque sarebbe difficile catalogare come morosità i conti sospesi di diversi comuni: Salerno 400 mila euro, Bellizzi altrettanti, Pontecagnano circa 700 mila.
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno