L’aeroporto, la polemica
Vertice al Comune per l'offensiva anti-Romano
Non si placa la polemica tra Amministrazione provinciale e Comune sulla questione aeroporto. Ma non sono ancora chiare le mosse che il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca ha in animo di mettere in campo per contrastare l’intesa Camera di Commercio-Provincia che ha stravolto il vertice del consorzio aeroporto. Al momento gli unici ricorsi che pendono contro le decisioni dell’assemblea del Consorzio sono quelli (in sede penale, amministrativa e civile) di Ernesto Sica. Fulvio Bonavitacola, consigliere giuridico del sindaco, e l’assessore ai trasporti Luca Cascone hanno messo a punto la strategia sul piano formale (e anche con il manager Amendola c’è stato un incontro tra Bonavitacola e Cascone). Questa potrebbe essere la settimana decisiva per la presentazione di un ricorso anche del palazzo comunale per evitare che ci sia l’assemblea consortile convocata da Romano per il 5 settembre. Un ricorso sarà presentato anche da Gianni Iuliano, rimosso suo malgrado dal Cda. Anche Michele Amendola affila le armi. È pronto a presentare un ricorso in caso di giubilazione. Si parla da settimane di una proposta economica che dovrebbe evitare un contenzioso con l’azienda. Strianese e Cirielli hanno già proceduto - attraverso la modalità che il Comune oggi contesta - all’indicazione di un nuovo Ad, Maurizio Foschi ex direttore di Fiumicino. Il 5 se ci fosse una corretta convocazione dell’assemblea si andrebbe alla ratifica della decisione. Ma dal Comune fanno sapere che non ci stanno: «In quella assemblea - dice Luca Cascone - i diritti di chi non c’è andato non sono stati salvaguardati». La contestazione riguarda sostanzialmente non la decadenza dei rappresentanti nell’esecutivo, quanto l’elezione del nuovo Cda. «Se ci fossero statele dimissioni e non anche le nuove elezioni, probabilmente dal Comune avremmo potuto avere un diverso atteggiamento», dice Cascone. Rilievi anche sulla convocazione dell’assemblea di settembre. Strianese avrebbe potuto mettere la sua firma sotto la convocazione come rappresentante dell’ente con il pacchetto di maggioranza (e questo per De Luca ci poteva stare). Anche un bambino avrebbe capito che servire invece bell’è pronto a De Luca un piatto da ingoiare, avrebbe sortito l’effetto di un netto rifiuto. Il sindaco vuole stare in cucina quando si prepara un banchetto a cui è invitato. Di qui la decisione di disconoscere la presidenza di Romano, respingendo al mittente la convocazione a sua firma. g.c. © RIPRODUZIONE RISERVATA