da asessa » 10 agosto 2010, 13:03
Aeroporto, dimissionati Sica e Amendola
Gianni Colucci Sei ore di discussione tesa, nervosa, con urla e minacce. Alla fine l’assemblea del consorzio aeroporto di ieri mattina si conclude con uno stravolgimento della governance e due nuovi consigli di amministrazione. Ma anche con una vittoria abbastanza chiara dell’inedita accoppiata Strianese- Cirielli. Ci sono due nuovi presidenti. Quello del Consorzio (Giovanni Romano che sostituisce Ernesto Sica) e della Spa (Carmine Maiese al posto di Michele Amendola). C’è anche un nuovo Ad, si tratta di Maurizio Foschi ex direttore di Fiumicino ora in pensione, che sostituisce Michele Amendola che ha resistito sulla poltrona di Pontecagnano otto mesi. Si va anche all’intesa con Alitalia che appare meno onerosa di quella costruito informalmente lo stesso Cirielli con la dirigenza della compagnia di bandiera. Due voli quotidiani per Milano Malpensa, uno tutti i giorni fino al venerdì per Roma. Lo stesso Strianese pare abbia lavorato ad una limatura dei costi e agli oneri di rischio previsti nel preliminare di contratto. Inutile il tentativo di Ernesto Sica di rimanere in sella. In un braccio di ferro ingaggiato con l’emissario di Cirielli, Adriano Bellacosa, ha provato a frenare sull’intesa Alitalia. «Si tratta di un accordo che richiede una procedura di evidenza pubblica, oppure questa volta è diverso da come avevate proceduto quando si era scelto Air Dolomiti?», aveva inutilmente chiesto all’economista Oneto che era presente in assemblea. Come non è riuscito a convincere nessuno sul rischio di un contenzioso con i consiglieri che non avendo presentato spontaneamente le dimissioni (segnatamente il vice presidente della camera di Commercio Arzano e lo stesso Maiese) venivano revocati dall’assemblea. E alla fine l’azzeramento con revoca dei due esecutivi di consorzio e spa, hanno ricondotto la rappresentanza anche di seggi a favore dell’azionista di maggioranza, cioè Strianese. Anche la tentazione di una spaccatura da parte di Arzano in primo luogo (che ad un certo punto è uscito dall’assemblea, urlando: «Vado in Procura») non ha avuto seguito, dato che mezza giunta Strianese ora è rappresentata equamente in consorzio e spa. Si ritorna dunque alla situazione dello scorso dicembre, e quindi precedente al putsch che aveva estromesso Strianese ad opera di Cirielli e De Luca che avevano imposto il loro uomo alla guida dell’aeroporto mettendo in minoranza la camera di commercio. Strianese manda via Amendola (che era sponsorizzato da De Luca) e mette in campo Foschi, il manager che aveva proposto fin dal primo momento. Piazza al posto di Amendola Carmine Maiese e con tre suoi uomini nel Cda del consorzio pareggia anche i conti sul piano della rappresentanza della camera di commercio che continua a mettere più soldi di tutti gli altri soggetti sul progetto aeroporto. Parte anche un progetto di finanza con privati che sarà proposto con bando di gara internazionale (proposta di Mimmo Di Giorgio) per far ripartire al più presto l’aeroporto con specialisti e partner privati. Si tacitano infine le voci dissonanti nel consiglio camerale - rafforzando Strianse nella corsa alla presidena dell’anno prossimo - Con Arzano, lo stesso Strianese, con Salvioli e Scorziello nel cda del consorzio e nella Spa con Maiese alla presidenza, Bellacosa, Anastasio e Annunziata nel Cda (amministratore Foschi). Nei due organismi Strianese ha dunque propri uomini e Cirielli evita che sia sconfessata l’intesa con Alitalia su rischiava di metterci la faccia. © RIPRODUZIONE RISERVATA
l presidente della Camera di commercio
«Ha vinto la forza dei numeri, ha perso la politica»
«Ha vinto l’imprenditoria salernitana. Ha perso la politica». Augusto Strianese è soddisfatto di come sono andate le cose. Anche se non c’era il comune di Salerno? «Chi non c’è ha sempre torto». Soddisfatto? «I numeri contano. e noi li abbiamo sempre avuti. In questi mesi avevamo fatto un passo indietro, siamo stati a guardare. Devono convenire che hanno dovuto darci ragione». Quindi? «Quindi abbiamo pareggiato i conti. E abbiamo riportato nei Cda la maggioranza della Camera di commercio». A costo anche di un aumento di oneri per la Camera di commercio... «Non c’è un aumento di spese per il consorzio e per la camera di commercio nell’intesa con l’Alitalia. Sia perchè il rischio si è diluito per i soci, sia per le condizioni più vantaggiose che potremo spuntare con il nuovo contratto nel suo complesso». Ha cambiato idea? C’è un’intesa con Cirielli? «Guardi che noi non abbiamo mai cambiato idea. Anzi la forza dei numeri, come ho già detto, ci ha consentito di andare in consiglio e far passare la nostra proposta: quel che è accaduto nulla ha a che vedere con le simpatie politiche. Glielo ripeto: nulla a che vedere con le simpatie politiche». È andato avanti anche senza la presenza di Arzano, il suo vice presidente alla votazione. «Gli abbiamo assegnato un ruolo di rilievo». Siamo tornati al 16 dicembre, quando propose Foschi e la sua proposta e il suo ruolo furono ridimensionati. Una nemesi? «Parlerei soltanto del futuro. Della possibilità che abbiamo di rilanciare lo scalo concretamente». g.c. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Gianni Iuliano e Luca Cascone, i delegati del Comune all’aeroporto, che anche ieri hanno fatto sentire la loro assenza, marcano la differenza. «Non intendiamo partecipare ai valzer di poltrone a cui ci sta abituando negli ultimi mesi il centro destra, dove molto spesso hanno deciso di occupare ruoli tecnici esponenti politici che, invece di anteporre la crescita delle aziende e dei consorzi, pensano solo a restare attaccati alle poltrone e a richiedere nuove auto di rappresentanza e portavoce». E il segretario provinciale del Pd Landolfi parla di «un sussulto di decenza politica», commentando l’uscita di scena di Sica. Bollando tuttavia come «accaparramento» il giro di poltrone e chiedendo «l’ampliamento della pista e l’individuazione di un gestore tramite gara di evidenza pubblica». Iuliano e Cascone confermano le posizioni dell’amministrazione De Luca: «Il comune di Salerno mantiene la propria posizione e continua a ritenere improponibile ed inopportuna la presidenza Sica, le cui dimissioni non possono che essere un atto prodromico a qualsiasi altra decisione». E su questo unico punto il pd sostanzialmente è stato accontentato (grazie alla favorevole congiuntura che ha liberato Cirielli di un uomo scomodo). Sul futuro i due consiglieri aggiungono: «Ora vanno messi al primo posti gli interventi infrastrutturali e la privatizzazione dello scalo».
Se ne va sbattendo la porta Ernesto Sica. «È un atto di sciacallaggio», dice. «Si tratta di un’azione immorale«, ribadisce in qualche modo sfiorando l’autogol. Estromesso dopo una lunga battaglia con Bellacosa nel corso dell’assemblea del consorzio, annuncia una conferenza stampa per spiegare la sua posizione. Poi va da Arzano e gli chiede di non dimettersi dall’assemblea. Cerca alleati per conservare la sua posizione. «Ritengo che non ci sia spazio per questa manovra che va oltre quel che era previsto dall’ordine del giorno: ritengo che di essere stato colpito a freddo. Sono in buona fede e gli altri hanno brigato contro di me». Cirielli l’ha scaricata? «Non voglio rispondere adesso, sono i fatti che parlano da soli». Tuttavia il presidente della Provincia aveva già detto in altre occasioni che le dimissioni di Sica da assessore regionale erano doverose, mentre ben diversa era la posizione di Sica in veste di sindaco di Pontecagnano e quindi di presidente del consorzio. Sica era stato eletto a Pontecagnano e in quella veste rappresentava il comune nel consorzio, il rapporto fiduciario con Caldoro si era interrotto una volt venute fuori le intercettazioni e le notizie sui presunti dossier. Ma il sindaco di Pontecagnano era tuttavia diventato una persona ingombrante. «Io credo di aver svolto al meglio il mi ruolo, non mi pare che l’andamento di questa assemblea sia stato lineare. Non si chiude qui questa vicenda. La conclusione a sorpresa dell’assemblea era stata preceduta da una presa di distanza proprio di Arzano che non aveva voluto partecipare alla votazione che ha estromesso il sindaco di Pontecagnano: «Non faccio il killer della Provincia, io» aveva detto il vice presidente della camera di commercio. A far fuori Sica ci hanno pensato gli altri. g.c. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Il risiko politico e il mestiere di far volare aerei
Guido Panico La conquista, a tappe forzate, degli enti di gestione e delle società miste da parte del presidente della Provincia prosegue. L'azzeramento delle cariche del CDA e dell'Ente di Gestione dell'aeroporto, deciso ieri dall'Assemblea di Consorzio, può essere interpretato in questo senso. Il nuovo presidente, Giovanni Romano, è di sicuro gradimento da parte di Edmondo Cirielli. In compenso il rinnovato Ente di Gestione rimette in gioco il ruolo preminente della Camera di Commercio e del suo presidente, Augusto Strianese.
Naturalmente, come sempre avviene in questi casi, ci sono degli sconfitti, primo tra tutti il sindaco di Salerno, oltre all'ex Presidente Sica. L'esito di questa storia di lotta per il potere politico, giocata su visibilissimi interessi di parte, anche per chi, saggiamente, non si appassiona a vicende del genere, non è senza importanza. In qualche modo, infatti, pare che si sia aperto uno spiraglio, se si vuole, una speranza, per avviare a soluzione una questione che interessa concretamente molti cittadini del Salernitano e un pezzo della vita economica di un vasto territorio. L'aeroporto Costa d'Amalfi potrebbe, finalmente, provare a uscire dai veti e dalle pastoie politiche precedenti, affidando il suo avvenire ad accordi con chi è del mestiere. Il nuovo amministratore delegato, Maurizio Foschi, ha una storia professionale nel settore. Forse, come è stato detto, è anziano. Probabilmente in giro c'era di meglio. Non ho la competenza per giudicare nel merito, a parte il buon senso, che, in un mondo di improvvisati guaritori, spinge tutti a salutare con gioia l'arrivo di un medico vero, giovane o vecchio che sia. Più volte io stesso ho lamentato le meschine lotte di paese messe in piedi intorno allo scalo di Pontecagnano e che stavano facendo perdere solo tempo prezioso. I politici esercitassero bene la loro nobilissima arte. Gli amministratori di condominio si dedicassero alle folli liti del caseggiato. La Camera di Commercio di Salerno, che ha il primato nel Consorzio dell'aeroporto, spendesse, da oggi, ogni energia imprenditoriale per guidarne la rinascita, ammesso che lo scalo sia mai veramente nato. Il contratto con l'Alitalia, che prevede pochi e limitati voli, deve esser solo una base di partenza. L'elenco delle cose da fare per andare seriamente avanti con il progetto è lungo e noto a tutti. Ci sono anche i quattrini per i lavori di prolungamento della pista. C'è, poi, l'impegno per l'apertura di una gara internazionale per la ricerca di un gestore privato da affiancare alla Camera di Commercio. Ci dicono che questa volta si fa, finalmente, sul serio. Vogliamo crederci, anche se il nuovo capitolo, come tutti quelli precedenti, di questa infinita storia prende il via all'interno della politica politicante. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno