da fradon » 15 gennaio 2010, 11:59
il caso
Aeroporti, Grazzanise rischia
Ora Viterbo incombe
Il professor De Luca: i vertici di Fiumicino
vogliono un secondo scalo nel Lazio
Tra Fiumicino e Grazzanise le distanze, misteriosamente, sembrano essersi allungate. E le difficoltà di collegamento pure. Tra l’Hub romano e il sogno napoletano del secondo aeroporto non ci sono più 150 chilometri «facili», tutti in autostrada e tali da far considerare il futuro Napoli2 come l’ideale scalo di ‘‘appoggio’’ a quello romano, ma una strada tortuosa e piena di insidie che nessuno aveva previsto. Oltre la metafora l’indiscrezione filtrata tra i rumors della cerimonia per l’inaugurazione del terminal di Capidichino è inquietante in sé ma anche perché riprende un’ipotesi che si pensava fosse stata liquidata. La notizia: i vertici di Fiumicino sarebbero favorevoli alla realizzazione di una pista a Viterbo. Come compensazione, in chiave politica, della cancellazione di Ciampino. Se fosse vero, la «pratica-Grazzanise» che già stenta a decollare subirebbe uno stop molto pericoloso.
E, soprattutto, la Campania avrebbe tutto il diritto di gridare allo scippo perché l’assetto aeroportuale della regione, grazie all’azione incessante e incisiva dell’assessore Cascetta, è stato sancito con il pieno appoggio del ministro dei Trasporti, secondo una articolazione che non può essere ribaltata: Grazzanise come delocalizzazione funzionale dello scalo di Capodichino (e per questo ‘‘affidato’’ alla Gesac); Capodichino, che ormai è prossimo alla saturazione fissata a otto milioni di passeggeri in transito (ora sfiora i sei milioni e la curva di traffico è in crescita); e Pontecagnano, specializzato nel low cost. «Proprio così — dice il professore Marino De Luca, ordinario di pianificazione dei trasporti — e questa storia di Viterbo che ritorna meriterebbe una smentita categorica per tranquillizzare gli animi ma anche per sollecitare il decollo di Grazzanise. A conti fatti la Campania è l’unica tra le grandi regioni ad avere un aeroporto e mezzo (tale deve essere considerato, al momento, Pontecagnano) e, per effetto di questo sviluppo, non è più il terzo aeroporto italiano, ma è stato superato da Venezia e sente sul collo il fiato di Catania. Questo è francamente inaccettabile».
Non ha considerato, ci permettiamo di aggiungere, che Capodichino, nei piani del Comune, deve diventare un parco a verde. «Non me ne sono dimenticato, ma come studioso di problemi dei trasporti, sono portato a rimuovere questa cosa che, invece, è un pericolo reale e il sindaco lo conferma perché non abbiamo ancora ascoltato un grido di dolore per i problemi del ‘‘suo’’ aeroporto. Perché tacciono tutti, anche Bassolino». Come si spiega l’autoinvestitura di Viterbo? «Una risposta esauriente non c’è; la notizia è stata messa in circuito e di tanto in tanto ricompare». Parliamo allora del rapporto Roma-Napoli. Sembrava un matrimonio accettato dagli sposi e anche dagli invitati. Invece... «Invece arrivano spifferi che annunciano un cambiamento di vento». Si spieghi meglio. «Il problema è il business del traffico. Fiumicino teme che l’apertura di Grazzanise possa sottrarre grosse quote di traffico non solo campane ma anche laziali e abruzzesi. Senza contare che l’istituzione di una fermata dell’Alta velocità in territorio di Capua potrebbe far schizzare molto in alto il gradimento di Grazzanise». L’Alta velocità a Capua è possibile? «Certo, si parla anche di una fermata a Sarno. Il dinamismo e la larghezza di vedute di Cascetta rendono credibili queste ipotesi». Se si verificassero Capodichino, Grazzanise e Pontecagnano potrebbero fare il definitivo salto di qualità . «E Capodichino potrebbe diventare l’Hub continentale dell’area del Mediterraneo».
Carlo Franco
14 gennaio 2010
IN ALTUM QSR.