CRACK AIRSAL: ASSOLTI I VERTICI DELL'AEROPORTO
I dirigenti dell'aeroporto di Salerno sono estranei al fallimento di AirSal. La ho deciso ieri il tribunale di Salerno decidendo per l'assoluzione di tutti gli amministratori dello scalo di Pontecagnano all'epoca dei fatti. AirSal Linee Aeree Campane srl, iscritta nel registro delle imprese come tour operator e non certo come compagnia aerea, è stata dichiarata fallita due anni fa. La società aveva l'ambizione di far decollare l'aeroporto di Salerno gestendo i voli con aeromobili in affitto ma con livrea AirSal, un po' come fatto dalla Global Aviation Network l'anno scorso con Orion, ma nel 2007 si è giunti al crack definitivo per il quale furono accusati non solo i vertici della società ma furono chiamati in causa anche i vertici dell'aeroporto. Tutti i documenti presentati dai relativi collegi difensivi hanno convinto i magistrati che il fallimento di AirSal è avvenuta per semplice imperizia degli amministratori della società e non certo per cause esterne, men che meno dei dirigenti dello scalo aeroportuale di Pontecagnano.. In parole povere i 2 milioni di euro di debiti che hanno portato al crack di AirSal sono responsabilità esclusiva dell'amministratore unico dell'azienda Antonio De Vita, condannato ad un anno ed 8 mesi con il pateggiamento. Per i giudici non sono indenni da responsabilità neanche il direttore generale di AirSal Pino Giorgianni, condannato ad un anno e 4 mesi con il rito abbreviato. Rinviato a giudizio invece uno dei soci della società fallita, Francesco Grimaldi, accusato di aver effettuato lavori non giustificati nella sede di AirSal di Torrione per un importo di oltre 200mila euro. Assolti con formula piena l'ex presidente della società Aeroporto di Salerno Spa Augusto Strianese, l'ex sindaco di Salerno Mario De Biase, l'ex presidente della Provincia di Salerno Angelo Villani e l'ex sindaco di Bellizzi Dominco Volpe.
Da una notizia all'altra. L'assemblea del consorzio Aeroporto di Salerno prevista per il 16 novembre è stata spostata il 23 dello stesso mese. Uno slittamento dovuto per avere tempi di notifica più ampi ma anche per permettere azioni di mediazione concertate.
