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[TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda alessiapz » 26 settembre 2009, 17:08

Che tristezza pensare che all'estero ,con lo stesso tempo impiegato in Italia per allungare una pista,a momenti ti costruiscono un aeroporto ex novo...certe volte mi vien voglia di lasciarlo questo paese...
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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda The_Rocker » 27 settembre 2009, 0:00

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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda asessa » 30 settembre 2009, 13:23

Una nuova escalation nella polemica tra i palazzi La Provincia è in debito di settecentomila euro

Il rappresentante della Camera di commercio: «La Regione non è interessata ad intervenire»

All’ennesimo annuncio di un vertice napoletano Bassolino-Cirielli sul tema aeroporto, Carmine Maiese, il rappresentante dell’associazione artigiani in Camera di commercio, che dovrebbe essere l’uomo chiamato a sostituire Augusto Strianese alla guida dell’ente di gestione, sbotta. «Innanzitutto chi parla deve pagare le quote. Siamo imprenditori e sappiamo che ci sono soldi da sborsare fino a quando la pista sarà pronta e fino a quando avremo un’adeguato numero di voli. Forse il break even (il pareggio tra costi e entrate, ndr)lo raggiungiamo nel 2017, fino ad allora 2 milioni di euro ce li mettono gli imprenditori di questa provincia, cioè la camera di commercio». Scusi, spiega chi sono i morosi? «Palazzo Sant’Agostino deve dare alla gestione almeno settecentomila euro. Poi credo possa esprimere il proprio parere». Tra i morosi c’è anche il comune di Salerno? «C’era: ha provveduto a saldare con un milione di euro i suoi arretrati». Ma la Regione vuole contribuire... «Non credo proprio che con i problemi legati al deficit della sanità, con i medici di base e i farmacisti con il sangue agli occhi perchè non ricevono gli stipendi da mesi, abbiano i fondi per ripianare i nostri debiti». Bassolino è interessato ad entrare nel capitale sociale, come dice Cirielli? «Ma hanno letto a palazzo Santa Lucia il codice civile? Per comprare ci vuole chi vende e i soci hanno diritto di prelazione e tra i soci c’è la Camera di commercio. Ma credo che loro sappiano qual è la realtà dei fatti: servono fondi propri per acquistare quote, non fondi europei, vincolati ad altri progetti. Anche il vice presidente Valiante mi ha detto che non sono interessati». E i fondi europei? «Sono legati all’allungamento della pista e non servono certo a comprare quote azionarie». Allora qualcuno mente. «Qualcuno si deve leggere le carte e poi parlare. Anzi deve prima pagare i debiti e poi è titolato ad esprimersi. Ah, dite a Paravia di venire all'assemblea con la giustificazione scritta di Cirielli». Si profila un nuovo scontro? «Io ho un mandato che mi è stato affidato dalla camera di commercio all’unanimità. Ci sono delle responsabilità e delle intese raggiunte...». Quali? Con chi? «La Camera di commercio e la Provincia avevano un’intesa su nomi e cognomi. C’era stata una disponibilità precisa della Provincia ad affidare alla Camera di commercio - che ha il 40% delle quote dell’aeroporto e mette i soldi per pagare gli stipendi a 32 dipendenti - la responsabilità della gestione, una volta uscito di scena Strianese». E adesso? «Ci aspettiamo che ciò accada e non si parli a vanvera». Sulla gara per la pista? «Dico a Cirielli una volta per tutte che quella gara si farà nel tempo necessario e con un bando internazionale, come previsto dalla legge e dalle regole dell’Enac. che i progettisti impiegheranno venti mesi per realizzare il progetto da 50 milioni. La pista di due chilometri ci sarà tra qualche anno. Ma fino ad allora lui ci sta a pagare i debiti così come ha fatto fino ad oggi la Camera di commercio?».


Il 12 si nominano i vertici, battaglia annunciata
Air Dolomiti ha deciso: anche per il prossimo anno tra i suoi hub ufficiali ci sarà Salerno-Pontecagnano

Air Dolomiti rimane a Salerno anche l’anno prossimo. Ma i rapporti tra Camera di commercio e Provincia, ormai tesissimi, rischiano di mandare in fumo i progetti di sviluppo dello scalo salernitano. Il duello si sposta al 12 ottobre, giorno della scoperta dell’America. E come Colombo, la Camera di commercio si avvia in una perigliosa traversata nel tentativo di vedere terra: cioè di mettere sulla tolda di comando dell’aeroporto un proprio uomo al posto di Ernesto Sica arrivato al vertice con il blitz dell’estate (il 4 agosto per la precisione). Da quella data si svolgono incontri ufficiali e ufficiosi tra Camera di commercio e Provincia per arrivare ad un capovolgimento della situazione. La Provincia fa sapere - anche attraverso il senatore Paravia che siede quale delegato di Cirielli nel Cda - di essere disposta a lasciare la poltrona al rappresentante del socio di maggioranza, cioè la camera di commercio. La giunta camerale dà intanto mandato al presidente Strianese a lavorare per ripristinare la situazione iniziale. A quel punto c’è una giunta, il 4 settembre, che indica il delegato in assemblea della Camera di commercio in Carmine Maiese. Il 7 settembre all’assemblea dell’aeroporto Maiese riesce a portare alla firma (dopo sette ore di confronto serratissimo) un documento votato all’unanimità con cui si invita Ernesto Sica «a rassegnare le dimissioni non appena il suo Cda avrà ricevuto e formalizzate quelle del presidente Strianese». Il Cda della Spa si fa il 18 settembre e Strianese formalizza le dimissioni, il Cda prende atto e a quel punto Sica avrebbe dovuto lasciare. Il consiglio camerale, il 22 settembre, intanto prende atto dell’assemblea del 7 settembre e sollecita i partner al rispetto degli accordi sottoscritti. Strianese scrive il 25 settembre a Sica di fare le valigie. ma nella stessa giornata è Cirielli a intervenire nel minuetto sulla poltrona di presidente e minaccia di bloccare le gare in corso, in particolare quella sull’allungamento della pista «(Troppo tempo per una gara», dice). Cirielli trascura di dire che c’è un’intesa sull’uscita di scena di Sica, e dimentica che lo stesso Paravia aveva detto che quella poltrona toccava a chi detiene la maggioranza delle azioni. La matassa dovrebbe sciogliersi nell’assemblea del consorzio convocata per il 12 ottobre in cui carta dovrebbe cantare, a meno che un nuovo scontro tra Camera di commercio e palazzo Sant’Agostino mandi tutto all’aria. Nel frattempo Strianese e ha mantenuto i contatti che doveva e mentre Sica con Cirielli ha continuato a tessere intese con Napoli e Bassolino, l’operatività dello scalo è stata assicurata da un presidente-ombra. Tanto che Air Dolomiti presenterà a Milano il 1° novembre i suoi programmi confermando che lo scalo di Salerno rimane un punto fermo nei piani di anche per il 2010. È evidente che lo scontro nella società di gestione e la poca certezza che c’è nel trust di comando rende difficile qualsiasi azione di governo dello scalo aeroportuale. In una difficile congiuntura internazionale che vede il traffico aereo in una crisi senza precedenti, anche i rapporti con un partner serio come Air Dolomiti (gruppo Lufthansa) potrebbero compromettersi in futuro. Ma la guerra nonostante tutto non si placa
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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda tahcniolos » 30 settembre 2009, 13:54

Dopo i prudenti entusiasmi dei giorni scorsi, quando sembrava tutto si fosse incanalato nel verso giusto, questo articolo riporta davvero uno sconforto generale: questi finiranno per farlo rompere, questo "giocattolo", a furia di contenderselo, e ne saranno pure contenti pensando che così non ci gioca più nessuno degli "amichetti" rivali.
Ma se ne andassero ad un altro PAESE a giocare.
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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda s@ntuzz » 30 settembre 2009, 15:22

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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda asessa » 30 settembre 2009, 15:35

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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda dragonball » 1 ottobre 2009, 12:56

Articolo del Mattino Salerno su Liri e Grazzanise....

a parte le solite cose, trite e ritrite, qualcuno potrebbe spiegare al "giornalista" che la compagnia che collega Verona e Salerrno si chiama AIR DOLOMITI e non AIR DOLOMITE, come scritto più volte nell'articolo ?
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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda asessa » 1 ottobre 2009, 13:00

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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda asessa » 1 ottobre 2009, 13:03

Aeroporto, Bellacosa: «Siamo morosi ma per pagare i debiti di Villani non cambiamo il bilancio provinciale»
Se la Provincia è morosa con l’aeroporto è colpa di Villani. L'assessore provinciale al Patrimonio, Adriano Bellacosa replica Carmine Maiese. Il rappresentante dell'Associazione artigiani in Camera di Commercio, Carmine Maiese, designato a sostituire Augusto Strianese alla guida dell'ente di gestione dell'aeroporto in un’intervista al Mattino di ieri aveva contestato alla Provincia 700 mila euro di morosità. «Nel dicembre del 2008, il Consorzio ebbe realmente a deliberare di sostenere il fabbisogno della società di gestione, con una ricapitalizzazione di oltre 2,8 milioni di euro ammette Bellacosa — La Provincia avrebbe dovuto versare oltre settecentomila euro per il 2009, ma anche oltre un milione di euro per il 2008: di contro, la Giunta Villani ha versato, solamente nel 2009, quasi tutti gli importi impegnati per il 2008 e nulla per il 2009. I ritardi nelle erogazioni sono allora tutti quanti imputabili al precedente Governo della Provincia e non certamente alla Giunta del Presidente Cirielli». Ma le difficoltà di bilancio dell’amministrazione provinciale impediscono di saldare il debito. E l’assessore Bellacosa, nella massima trasparenza, dà anche un’idea delle risorse al momento disponibili: «Per poter far fronte alle esigenze finanziarie dell'aeroporto, l'Amministrazione Provinciale dovrebbe procedere con una manovra di bilancio. Ma facendo corretta gestione della cosa pubblica e delle disponibilità economiche dell'Ente, la Provincia erogherà solamente le somme regolarmente impegnate e non darà luogo, almeno per il momento, alle manovre di bilancio rese peraltro impossibili dalla attuale situazione dei conti». Bellacosa ribadisce che la Provincia non «può oggi prendere posizione ed impegnare risorse da distrarre rispetto ad altre finalità istituzionali prioritarie, tanto più se in relazione ad una gestione fallimentare dell'aeroporto, obiettivamente imputabile ad altri». Se ne lava le mani, allora? « Cirielli sta lavorando per reperire le disponibilità necessarie a far fronte ad un programma di risanamento, che sia funzionale ad un reale utilizzo dell'aeroporto e non sia limitato a contenere gli enormi ed ingiustificati costi di gestione della struttura aeroportuale con l'augurabile auspicio di beneficiare pure di un concreto sostegno da parte della Regione Campania».


man a chi stamm!
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Re: [TOPIC UFFICIALE] Il Mattino

Messaggioda asessa » 1 ottobre 2009, 13:06

Ecco gli articoli deliranti ....




Pontecagnano. L’Atr42 bianco e azzurro dell’Air Dolomite atterra puntuale. Sulla pista deserta, 12 passeggeri si avviano a piedi verso l’ingresso dell’Aeroporto di Salerno - Costa di Amalfi. Sono le immagini avvilenti di uno scalo finora al centro solo di entusiastiche speranze. Un oggetto ancora misterioso, in attesa di trasformarsi in un aeroporto nazionale e internazionale che diventi traino turistico per l’intera provincia salernitana, il Cilento, la costiera amalfitana, ma anche punto di riferimento per la vicina Basilicata. Per ora, l’aeroporto tra Pontecagnano e Bellizzi è solo un grande spiazzo d’atterraggio che ricorda ancora il preesistente campo per aerei da guerra, conquistato nel 1943 dagli inglesi nell’operazione Avalanche. Sulla pista, un piccolo aereo da turismo e un Atr in attesa. Sono solo due i voli giornalieri di andata e ritorno per Verona. Un paio di taxi sconsolati sono fermi in attesa, nel piccolo parcheggio libero una ventina di auto in sosta. All’interno, il deserto: il tabellone luminoso segnala l’unico volo in arrivo, a destra la macchinetta distributrice di merendine e bibite. Chiusi gli uffici di autonoleggio Hertz e Maggiore, un solo banco check-in funzionante. Scene di un impianto tutto da sviluppare, circondato da terre coltivate e anguste stradine d’accesso che non consentono il contemporaneo passaggio di due bus turistici. «Sull’aeroporto di Salerno c’è stata molta attenzione negli anni e poco costrutto - dice Ernesto Sica, sindaco di Pontecagnano e neo presidente della società di gestione dello scalo salernitano - Bisogna recuperare il tempo perduto, soprattutto sulle risorse, e superare vecchie politiche di contrapposizione con la Gesac e l’aeroporto di Napoli». Nell’immediato, la scommessa sono i prossimi collegamenti con Milano Malpensa a tariffe competitive. A novembre, dovrebbero partire i primi voli sperimentali dell’Air Dolomite. Ma si è coscienti che un aeroporto significa investimenti appetibili a più compagnie, collegamenti, politiche di trasporti regionali con idee chiare. L’infelice esempio di Linate e Malpensa è sotto gli occhi di tutti. In Campania, l’aggravante di trovarsi ancora in una fase di beghe dominanti e progetti fumosi. Solo belle parole. Certo, nella candidatura ad aeroporto campano alternativo a Capodichino, Pontecagnano è più avanti di Grazzanise: gli accordi con l’Enac sono firmati da tempo, anche se vincolati nel termine al risultato ottenuto sul traffico di passeggeri annuali. Accordi in bilico, quindi. Anche se sono già stanziati 50 milioni di euro per strade di accesso e collegamenti con gli svincoli autostradali. «Siamo consapevoli che potremmo ricavarne tutti dei benefici - aggiunge il sindaco Sica - Ma c’è da fare moltissimo, con tanti problemi. Ci sono espropri da pagare ancora, progetti di ampliamento della pista da realizzare, pianificazioni territoriali da approfondire». In prospettiva, Pontecagnano ha molte carte da giocare. L’aeroporto confina con una delle maggiori aree commerciali della provincia. Gli spazi occupati dai mercati all’ingrosso sono da capogiro: Carrefour, Maximall, Mondomercato, Lidl, Ilma, Euroaffari. E poi decine di altre sigle e marchi. Qualche giorno fa, è capitato da queste parti anche il re del Belgio. Ha visitato il Museo archeologico, il secondo della provincia dopo quello di Paestum, restandone incantato. Magia di una perla d’attrattiva culturale sconosciuta ai più, penalizzata dall’assenza di una strategia comune tra i diversi comuni della costa del Sele. Si va avanti a tentoni, tra gelosie e diffidenze. Poi scendi sulla litoranea, la zona dove nei fine settimana trascorrono la loro movida molti giovani salernitani. Metri e metri di cartacce, bottigliette dimenticate, buste di plastica, si alternano a stabilimenti balneari in disarmo negli scampoli di fine estate. Sette grossi locali, una miriade di bar e pub. In quest’area di oltre 500mila metri quadri, si pensa ad un esperimento nuovo: una città della notte, la prima zona tutta dedicata al by-night e al divertimento, aperta 24 ore su 24. Ma avverte il sindaco Sica, che è anche assessore alla Provincia: «Bisogna rivedere molte politiche del territorio, per rendere appetibile il litorale e i comuni a sud di Salerno. L’aeroporto è un’occasione, bisogna riqualificare tutto ciò che c’è attorno». Il solito discorso di tante zone della Campania: benedette dalla storia e dalla natura, ma circondate dal deserto. Come a Pontecagnano, dove lo sviluppo di un aeroporto preesistente è bloccato da veti in crociati. «La Regione è interessata a favorire in tutti i modi la messa a regime dell’aeroporto di Pontecagnano», sostiene il vice governatore Antonio Valiante. Un’intesa di non belligeranza con la Gesac, società però invisa al sindaco di Salerno Enzo De Luca, dovrebbe essere il prossimo passo. Poi, si vedrà.


Grazzanise. Coperte da una tettoia, le bufale pascolano tranquille come fanno da decenni. In linea d’aria, si trovano ad appena poche centinaia di metri da quello che dovrebbe diventare l’aeroporto di Grazzanise, scalo della provincia di Caserta. Per ora, si tratta solo di un libro dei sogni. A differenza di Pontecagnano, da queste parti si è ancora all’anno zero. L’unico aeroporto esistente è quello gestito dall’Aeronautica militare e porta il glorioso nome di «Francesco Baracca». All’ingresso, vigilato da carabinieri e militari, accanto al simbolo del cavallino rampante nero, si legge ben chiara la scritta «nono stormo». All’inizio qui doveva avvenire la metamorfosi: da aeroporto militare a civile. Poi, il ripensamento: la pista militare serve ancora, lo scalo civile dovrà essere costruito da zero proprio di fianco alla pista del «Francesco Baracca».. E nel frattempo all’aeroporto militare si arriva attraverso una strada davvero stretta. Più stretta di quella che si percorre per arrivare allo scalo di Pontecagnano. Qui, si è circondati da campi arati, strade poderali, sentieri. Nessuna indicazione, se non quando si arriva nel centro di Grazzanise, nessun cartello che faccia pensare all’esistenza di un aeroporto. Militare o civile che sia. Anno zero, nonostante gli annunci elettorali dei politici casertani. In realtà, l’accordo con l’Enac è stato firmato solo a luglio. Prima di due mesi fa, nessuno poteva ragionare su basi concrete di un nuovo aeroporto civile e di impegni della Gesac, ente gestore di Capodchino che prenderà in carico anche Grazzanise. Spiega il sindaco, Enrico Parente: «Per ragioni politiche, noi siamo stati sempre penalizzati rispetto a Pontecagnano. Eppure, ci sarebbe spazio per un sistema aeroportuale integrato con diverse finalità». Ma il presidente della Gesac, Mauro Pollio, ora frena sui tempi: «I piani del 2005 vanno rivisti, nessun passo indietro da parte nostra, ma non c’è stato quello sviluppo del territorio auspicato. Per Grazzanise, prima di partire vanno chiarite tante cose anche sull’integrazione con Capodichino in un periodo di crisi come l’attuale». Una gara d’appalto per 315 milioni di euro è stata bandita da poche settimane: il vincitore dovrà realizzare gli svincoli autostradali e le infrastrutture di collegamento con il nuovo aeroporto. In primo piano nel progetto, una strada a scorrimento veloce da Capua a Grazzanise per 24 chilometri da allacciare direttamente allo svincolo autostradale di Capua. Ma non tutti sono favorevoli al traffico di aerei sulla zona. Contrari sono soprattutto agricoltori e allevatori di bufale. In quest’area, che comprende anche Cancello Arnone e Santa Maria la Fossa, ci sono ben 120 allevamenti di bufale. I caseifici sono visibili ovunque: mozzarella fresca, succosa, buona. Il prodotto tipico di queste parti, storicamente principale fonte di reddito. Cosa potrebbe portare di meglio e di più un aeroporto a Grazzanise? «Un movimento di passeggeri nazionali e internazionali sarebbe un notevole salto di qualità per tutti noi - risponde il sindaco Parente - Ne ricaverebbe vantaggi l’intera provincia di Caserta, con il litorale domizio, ma anche la città di Napoli che avrebbe uno scalo alternativo di certo più vicino rispetto a quello salernitano». Nei progetti del 2005, c’era la trasformazione di Capodichino in uno scalo cittadino, con gli altri aeroporti a fare da approdo turistico e internazionale. Ma a Grazzanise ci vogliono tanti lavori di adeguamento: una pista da raddoppiare, collegamenti da creare, infrastrutture da inventare. Per ora, da queste parti arrivano solo aerei militari anche per missioni di pace all’estero. Un’area Nato interforze, dove si concluderà presto il trasferimento di 400 dipendenti civili in arrivo dagli uffici napoletani di Bagnoli. Verranno a lavorare a Grazzanise, con più spazio. Ma le ipotesi di sviluppo futuro restano legate all’aeroporto e alla politica di gestione della Gesac, che per la realizzazione dovrebbe investire un miliardo e 50 milioni. Un progetto nato per delocalizzare parte del traffico aereo internazionale da Napoli. Ma la Gesac, gestore unico dei due scali, vuole vederci chiaro nei conti e nei piani. Bussa alla politica locale e nazionale e la scadenza del 2017 sembra tornare solo un libro dei sogni. «Il nostro è un territorio che ha vissuto vessazioni incomprensibili - spiega il sindaco Parente - Ne è esempio la famosa discarica di Ferrandelle, finalmente chiusa e da bonificare. Ne abbiamo ricevuto danni. Speriamo che l’aeroporto si realizzi davvero e porti uno sviluppo che compensi scelte e sofferenze passate». In Campania, si realizzerà un sistema aeroportuale integrato: questo l’annuncio dell’assessore regionale ai Trasporti, Ennio Cascetta. Aspettative, speranze, difficoltà: tra Grazzanise e Pontecagnano il sistema integrato resta una chimera. Tra veti incrociati, gelosie e bussate a denari


l’aeroporto il filo conduttore che unisce Pontecagnano a Grazzanise. Appena 6900 abitanti, il piccolo centro della provincia casertana vive contraddizioni e contrasti sul sogno di diventare scalo internazionale di aerei. Un investimento che va oltre la piccola realtà locale, interessando tutta la Campania da anni schiacciata sull’aeroporto napoletano di Capodichino. Nei progetti futuri datati 2005, Capodichino dovrebbe diventare un city airport, Grazzanise area di smistamento internazionale per lo scalo napoletano e Pontecagnano punto di approdo per voli turistici, charter e viaggi organizzati diretti nella provincia salernitana, in Basilicata, in Calabria. Tra le due cittadine è Pontecagnano, grosso centro di 24490 abitanti attaccato a Salerno, molto più avanti: già esiste ed è in funzione un aeroporto civile, anche se tutto da sviluppare. La scommessa unisce i due centri di province differenti: se non si accavalleranno funzioni creando doppioni, gli aeroporti del futuro potrebbero convivere ed integrarsi. Ma occorrono chiare politiche di sviluppo e gelosie da archiviare. A Grazzanise, terra di redditizie produzioni casearie, si parte da zero. Pontecagnano è la vera periferia di Salerno, godendo vantaggi e limiti della sua collocazione geografica. C’è spazio in Campania per 3 aeroporti civili come in Lombardia, che evitino gli errori visti al nord? Domanda per ora senza risposta, che mette in gioco un altro pezzo di credibilità campana.
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