da asessa » 11 settembre 2009, 16:06
Aeroporto la governance dei corvi
Carmelo Conte Da qualche tempo, sull'aeroporto di Pontecagnano, volano i corvi: problemi di potere sembrano prevalere sulla governance. Una resa dei conti, dovuta ad antiche rivalità tra il sen. Paravia e Strianese, presidente della Camera di Commercio, si è sovrapposta allo scontro sul completamento e la gestione di un'infrastruttura di centomilioni di euro. Destinata ad assicurare un servizio essenziale per il sistema produttivo salernitano, in particolare quello turistico che, pur ricoprendo tuttora una posizione di primo piano (14^ nella graduatoria nazionale), ha perso, rispetto agli anni novanta, circa dieci punti mentre la media nazionale delle altre province ha avuto un incremento di circa sedici punti. Dati che consiglierebbero scelte rapide e adeguate, considerato che i tempi di realizzazione dell'opera sono stati lunghi e disarticolati: oltre venti anni. Tre volte quelli occorsi per realizzare e mettere in esercizio l'aeroporto di Firenze e di Reggio Calabria. Ma non basta, ne accoreranno almeno altri nove. Il piano di sviluppo messo a supporto della domanda di concessione, che peraltro il Governo non ha ancora accolto, prevede, infatti, per il completamento, il 2017. Gran parte del lavoro è stato fatto sotto la presidenza Strianese. Al quale si deve anche il nuovo assetto societario: ovvero il passaggio del pacchetto azionario di maggioranza dai privati (Interporto Spa), che avevano tentato "l'affare", alla Gestione Spa Aeroporto, costituita da Camera di Commercio, Provincia, Comune capo luogo, Pontecagnano e Bellizzi. Era, forse, l'unica soluzione possibile per realizzare infrastrutture, per le quali i privati non erano disposti a investire neppure un euro. Ma è stato un errore consentire che Salerno e la sua Provincia non fossero rappresentate dai rispettivi vertici, come la scelta istituzionale al contrario imponeva, bensì da due delegati politici, l'onorevole Fulvio Bonavitacola e il senatorew Antonio Paravia, peraltro incompatibili in quanto parlamentari. Un'anomalia che la dice lunga sulla volontà di fare dell'aeroporto una gestione politica. È lecito, perciò, domandarsi cosa ha indotto il sen. Paravia a muovere, in nome della Provincia, un attacco a Strianese senza una motivazione plausibile. Evidentemente, a parte le rivalità personali cui si è fatto cenno all'inizio, è in discussione una prospettiva politica: omologare alla destra la gestione dello scalo aeroportuale e la scelta del Presidente della Camera di commercio in scadenza nel 2010, come è avvenuto per il Parco del Cilento e la Stazione marittima. E infine un interesse di sostanza: la scelta del privato per il futuro assetto societario. Su tavolo ci sono tre ipotesi. La gestione diretta, attraverso l'accordo con l'Air Valleé e/o Air Dolomiti/Lufthansa, che stimola molto perché i "locali" continuerebbero ad avere mani in pasta, ma è gravida di pericoli circa la tenuta per il futuro: è a scadenza breve e prevede un onere annuo a carico degli enti locali di circa 15milioni di euro. La restituzione della gestione all'ENAC, denunziando la propria incapacità finanziaria e tecnica. E infine l'accordo con la Gesac, attraverso uno scambio azionario, che appare la soluzione migliore: sia perché quello di Capodichino (gestione Gesac) è diventato uno degli aeroporti più efficienti e frequentati d'Italia sia perché sarebbe più agevole godere dei benefici del Piano regionale per il sistema Aeroportuale. Vi è prevista la crescita della domanda di trasporto dai 5,1 milioni di passeggeri annui del 2001 agli 11,7 del 2020, di cui 1,5 milioni per lo scalo di Salerno, al quale è riservato un finanziamento aggiuntivo di circa 50 milioni di euro. Salerno, in tal modo, diventerebbe un polo nazionale, destinato ad assorbire anche la clientela della Basilicata. Per discutere e scegliere su argomenti di tale portata appare, perciò, del tutto improprio aprire una crisi di gestione. Sarebbe il caso, invece, che Sindaco di Salerno e Presidente della Provincia, scendano in campo direttamente e non attraverso delegati, anche se autorevoli, per gestire, insieme al Presidente della Camera di Commercio, questa fase. E cedere, entro l'anno, la gestione a un manegement di alta e provata professionalità , riservando al "decisore politico" solo compiti di controllo e di programmazione. Carmelo Conte
Davvero mo manca solo l'arcivescovo :S
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno