01/04/2009
Delocalizzazione del porto commerciale e realizzazione di un grande porto isola: i cinesi della Hph interessati al progetto? Agostino Gallozzi scrive: «Non abbiamo colto una volontà in tal senso». Presidente Annunziata, questo interesse c'è o non c'è? «C'è assolutamente, mi è stato manifestato con chiarezza e nei prossimi giorni avremo ulteriori incontri per dettagliare i rispettivi progetti». Ma perché mai la Hph dovrebbe interessarsi alla delocalizzazione di un porto commerciale? «L'interesse è nato dalla posizione estremamente strategica che avrebbe il porto-isola, praticamente ad un passo dall'aeroporto. Le merci atterrerebbero e decollerebbero da mare. Una possibilità straordinaria, improponibile a Capodichino». Cosa significherebbe? «Si potrebbe ad esempio fare cargo anche di notte, o si potrebbero prevedere low cost a tariffe agevolate anche di notte. Negli altri porti tutto questo non si può fare». Gallozzi, che peraltro parla benissimo il cinese, dice che queste cose non le ha sentite. «Invece avremo un ulteriore incontro a Rotterdam per discuterne. Certo però sia chiara una cosa: i cinesi non hanno messo sul tavolo un miliardo e mezzo per la delocalizzazione. Hanno manifestato interesse e vogliono capire i programmi del Governo. Di questo stiamo discutendo». Gallozzi teme anche che questa bella prospettiva possa distogliere l'attenzione da i problemi dello scalo attuale. «Mi sorprende questa preoccupazione. Gallozzi è un rappresentante del comitato portuale e un autorevole imprenditore del porto, oltre che presidente di Confindustria Salerno. Sa bene quali sono i nostri programmi». Sarà che forse anche questi sono troppo di là da venire? «Assolutamente no, parlano i fatti: è stata già pubblicata ed espletata la gara, per 25 milioni di euro, per il consolidamento delle varie piattaforme in funzione del dragaggio. Non butteremmo questi soldi se pensassimo soltanto alla delocalizzazione. Invece puntiamo a portare i fondali ad almeno 18 metri di profondità ». Tutto qui? «Abbiamo inoltre previsto l'allungamento del molo Manfredi e la separazione della parte destinata al traffico crocieristico da quella per le merci: altri 20 milioni di euro. Stiamo completando l'illuminazione per altri 4 milioni di euro e siamo tra i primi porti in Italia ad aver varato, con ulteriori 5 milioni di euro, un programma per la sicurezza e la security: per i lavoratori, cioè, e per prevenire attentati terroristici. Abbiamo già speso 50 miliardi delle vecchie lire, mica noccioline». Gallozzi è preoccupato per i tempi «In questo ha ragione. Continuiamo a perdere molto tempo nei vari uffici per raccogliere pareri. Bisogna velocizzare le procedure. Ma anche programmare per il futuro. Guai a far passare questa crisi inutilmente: perderemmo l'appuntamento con la ripresa». re.fer.
