Ancora un flop
DI GIUSEPPE VUOLO
• Se - come tutto lascia presagire - anche Alitalia tra un mese fará le valige dal Costa d’Amalfi, per il decollo vero dello scalo di Salerno si dovrá cominciare un nuovo giro. Tutto principiò qualche anno fa con la spagnola Orion Air. E finì in lite tra compagnia e passeggeri non rimborsati. Si tentò allora il riscatto puntando sopra un nome più blasonato, Air Dolomiti partner di Lufthansa, con voli su Milano e Verona. Ma anche questa ciambella uscì senza buco. La palla passò così nella mani del nuovo presidente della Provincia, che riuscì a mettere un suo uomo alla presidenza del Consorzio. Il mazzo di carte passava nelle mani del centro-destra. Fu avviata una non breve trattativa con la compagnia di bandiera italiana, che sfociò alla fine nell’accordo vigente, che i rumors dicono stia per andare a farsi benedire. Alitalia ha gestito per un anno sei voli settimanali A/R per Roma-Fiumicino e dieci (due al giorno su cinque giorni) per Milano-Malpensa. Con risultati piuttosto modesti, soprattutto sulla tratta per Fiumicino (poco più di 18 mila transiti sulle due tratte da dicembre 2010 ad agosto 2011).
• I dati dicono che qualcosa non è andata per il verso giusto. Si è rivelata infelice, per esempio, la scelta di volare verso la capitale. Velleitaria, se si aveva in mente di rubare passeggeri all’Alta Velocitá più competitiva sotto ogni aspetto: dalle tariffe alla logistica. E poco approfondita se l’intento - ma non sembra - era quello di offrire l’Hub capitolino come piastra di connessione con voli internazionali. E’ probabile che la scelta di Fiumicino sia stata dettata da ragioni interne ai rapporti tra Alitalia che vendeva i voli e Air Alps che ci metteva i suoi Dornier 328. Più soddisfacenti i risultati sulla tratta Milano- Malpensa, che ad agosto hanno fatto registrare un riempimento medio del 66,34%. Anche qui le cose sarebbero potute andare meglio, se ci si fosse tenuti più bassi sulle tariffe e più articolati sugli slot. Considerando che su entrambi i fronti riesce a fare meglio Easy Jet da Capodichino (in una prenotazione di prova per le stesse date la compagnia di Luton fa volare a 69,98 euro A/R e quella di bandiera a 112,40. In più gli inglesi hanno cinque slot contro i due di Alitalia). Ora si prova a ripartire.
• Ma c’è scetticismo sulla possibilitá che vada meglio. Intanto, i salernitani saranno bersagliati - com’è prassi - da nuovi esultanti annunci. C’è chi attribuisce il mancato decollo della struttura - che sulla carta ha buone potenzialitá - al mancato allungamento della pista dagli attuali 1.654 m. a 2.000. Ma non tutto si può ricondurre a questo. Anche Firenze-Peretola ha una pista di 1.688 m. Eppure lì atterrano e decollano ogni giorno centinaia di aerei. Anche Foggia ha una pista di 1.600 m. Eppure i passeggeri quest’anno sono stati più di 70 mila.
• Dalle nostre parti siamo grandi sognatori e modesti realizzatori. Lo conferma il fatto che pochi giorni fa sia stata evocata la possibilitá di replicare a Salerno l’accordo quinquennale realizzato a Trapani-Birgi con Ryanair. Dimenticando che quell’aeroporto possiede una delle piste più lunghe (oltre 2.600 metri), che ha dotazioni tecnologiche di avanguardia (essendo una struttura militare), che la compagnia irlandese ha una flotta di 268 Boeing 737/800 next generation (189 posti, 56 tonnellate al decollo, dati importanti per scegliere dove volare, e che infine dista da Palermo oltre 100 Km., contro i nostri 54 da Napoli). E’ vero ha portato a Trapani nel 2009 un milione di passeggeri (che a Salerno subito sono diventati due). Ma a quali condizioni economiche? E con quale impatto alla scadenza dell’accordo, quando Airgest Spa (la societá di gestione a controllo pubblico) si troverá con le mani legate, e dovrá pagare quanto le sará richiesto o incorniciare il milione di passeggeri tra i ricordi di un glorioso passato. Il presidente della Spa di gestione del Costa d’Amalfi lo ha capito.
• Ma gli altri, quelli che non sono stati ancora capaci di dotare di un bar l’aerostazione ci sono arrivati? C’è infine la vexata quaestio dell’allungamento della pista. Non è del tutto chiaro infatti come sia possibile che a Firenze sopra una pista lunga appena 34 metri in più decollino e atterrino gli aerei del fior fiore delle compagnie internazionali e da noi invece quei 34 metri diventano il "vero problema". Gli esperti dovrebbero pronunciarsi. E solo quello il problema o ce ne è anche un altro riguardante la diversa classe di "resistenza" tra le due piste? Come che sia, il bando per la progettazione degli interventi per lo sviluppo dell’aeroporto risale all’aprile 2009. A luglio 2010 la gara è stata aggiudicata al costituendo Raggruppamento tra Tecno Engineering 2C Srl e lo Studio Valle di Roma. Per un intero anno, i fondi necessari allo scopo un giorno venivano dati a portata di mano, e il giorno seguente scomparivano come nel gioco delle tre carte. Così i voli charter Medi Fly per Parigi, Barcellona, Madrid, Mykonos e Ibiza. Ora si apprende che i 14 milioni per la pista ci sarebbero, e che mancherebbero all’appello quelli per gli espropri che tuttavia potrebbero essere recuperati con un tassa di scopo sulle imprese salernitane. Insomma, siamo di nuovo nel pallone.
• Quello che appare certo è che la Camera di Commercio è pronta a risalire sul ponte di comando che le appartiene come socio di maggioranza nel Consorzio. E per evitare in futuro altri coup de théâtre, esso sará presto sostituito da una societá consortile che ingloberá la Spa di gestione e accoglierá nuovi soci privati e pubblici (la Regione Basilicata?). L’inviso presidente in carica del Consorzio riceverebbe così il benservito, e la partita si chiuderebbe con scacco al Re. Ma il condizionale è d’obbligo, perché nel perturbato cielo di Salerno basta un colpo di vento per rovesciare la scena.