AEROPORTO DI SALERNO: A GIORNI NOVITA' NEL CDA
Nei prossimi giorni il consiglio d’amministrazione della società di gestione dell’aeroporto di Salerno si riunirà nuovamente per ratificare le dimissioni da amministratore delegato di Maurizio Foschi. La ratifica dell’uscita di scena del manager sarà tanto veloce quanto indolore nonostante le dichiarazioni apparse sul quotidiano Il Mattino. Foschi lascia non senza polemiche nei confronti dei vertici dello scalo salernitano. Accuse d’ingerenza anche verso la politica, rea secondo Foschi di non consentire di lavorare liberamente. Davvero strano per un manager di 75 anni, del calibro della sua esperienza e che nel suo passato ha gestito gli Aeroporti di Roma. Come dire: a tutto questo Foschi dovrebbe essere ampiamente abituato, soprattutto nel gestire rapporti ed equilibri, e sicuramente guidare uno scalo come Salerno vuol dire acqua fresca rispetto agli aeroporti della capitale. Invece l’ex amministratore delegato dello scalo picentino sembra quasi uscire di scena sbattendo la porta. Un po’ eccessivo se si pensa che il suo transito a Salerno non lascia nessun segno. Anzi, in quattro mesi circa nel ruolo di amministratore delegato della Aeroporto di Salerno Spa Foschi non è stato capace di dare nessun impulso all’attività dello scalo. Una volta insediatosi avrebbe dovuto presentare il piano industriale dell’azienda, indicare in che maniera avrebbe voluto far decollare l’attività dello scalo, quali strategiche alleanze avrebbe voluto intrecciare. Di tutto questo però in quattro mesi non c’è alcuna traccia. Foschi avrebbe potuto anche dare seguito con decisione alla convenzione firmata con i progettisti vincitori del bando per l’allungamento della pista, ottenere dai tecnici almeno il progetto preliminare. A quattro mesi niente di tutto questo. Risulta dunque incomprensibile il rancore con il quale Foschi punta il dito verso altri e non contro se stesso, salvo poi dimettersi quasi come un’ammissione di colpa, senza pretendere il confronto nelle sedi opportune come il Cda della società di gestione o, meglio, al consorzio proprietario dello scalo che pure aveva dato il via libera alla sua indicazione come amministratore delegato. Una situazione che comunque non ferma il cammino dello scalo che a giorni vedrà mutare ancora equilibri e compiti al suo interno.
redazione
