Aeroporto di Salerno, l’assemblea sfiducia il direttore Amendola
Il direttore era stato nominato grazie all'accordo tra sindaco e Provincia che adesso prendono le distanze
SALERNO — E, alla fine, un capro espiatorio per il fallimento dell’aeroporto Salerno-Costa d’Amalfi c’è. È Michele Amendola, l’ex Ceo giunto a Salerno a dicembre scorso grazie a un accordo trasversale tra Edmondo Cirielli e Vincenzo De Luca per mettere alla gogna la Camera di Commercio. Il direttore generale è stato sfiduciato ieri, mercoledì, dall’assemblea dei soci del consorzio di gestione dello scalo. Con l’out out dell’ente camerale, da sempre unico oppositore alla nomina, che ne ha chiesto le dimissioni formali, altrimenti non ci sarà più nessun dialogo. La Provincia di Salerno ha incassato il colpo, ma, alla fine, ha fatto mea culpa. E il presidente del consorzio Ernesto Sica si è assunto pubblicamente la responsabilità di tutti gli sbagli commessi. Aprendo, così, uno spiraglio di nuova collaborazione nella governance dello scalo per la Camera di commercio. L’ente camerale è però fermo nella sua posizione, ribadendo tramite Guido Arzano che «non voteremo mai più un piano che comporti esborsi economici senza badare allo sviluppo dello scalo» e non appoggerà mai più un programma «basato sul vecchio accordo politico», cioè tra Cirielli e De Luca.
LO SCONTRO DE LUCA-SICA - Dal sindaco di Salerno, che continua a non mandare alle assemblee consortili i propri rappresentanti fino a che a guidare il consorzio ci sarà l’ex assessore regionale finito in uno scandalo di dossieraggio ai danni del governatore Caldoro, prende le distanze anche Palazzo Sant’Agostino. Ma è il protagonista accusato di essere coinvolto nella P3, Ernesto Sica, ad attaccare duramente De Luca. Definendolo «buffone mediatico, uno che da 20 anni impone il suo volere a Salerno e che farebbe meglio a parlare di meno e a lavorare di più». Il risultato è che Michele Amendola diventa il tecnico che non è riuscito a far decollare lo scalo, perché incalza Giuseppe Gallo della Camera di commercio «doveva prima verificare il budget delle risorse e poi avviare le trattative con Alitalia».
IL RISARCIMENTO AD ALITALIA - A monte, però, ci sarebbero scelte azzardate della politica che ora ha allontanato anche la possibilità di una ripresa dei voli con la compagnia di bandiera. Mettendo in condizione Alitalia di chiedere anche il risarcimento del danno per un impegno contrattuale assunto da Amendola. I protagonisti della vicenda si sono dati appuntamento al prossimo 9 agosto per vagliare altre offerte provenienti da compagnie aeree mai prese in considerazione. Resta, per il momento, un aeroporto chiuso al traffico, una stagione persa e una classe politica che fa fatica a trovare un’intesa sull’infrastruttura salutata da tutti come il volano dell’economia del territorio.
22 luglio 2010
