da asessa » 15 luglio 2010, 13:00
La Camera di Commercio: «Via l’amministratore delegato, con il suo stipendio paghiamo l’antincendio»
Aeroporto, polemiche e nessun volo
Aeroporto di Pontecagnano, nuovo rinvio ed ennesimo nulla di fatto sulla ripresa dei voli, ma la Camera di Commercio â€sfiducia†ufficialmente il manager Amendola. Ieri l'assemblea del Consorzio ha deciso di aggiornarsi al prossimo 21 luglio, senza deliberare alcunché in merito al piano industriale che dovrebbe consentire la riattivazione dei voli dal "Costa d'Amalfi". Determinante s'è rivelata l'assenza del comune capoluogo, ma anche la posizione assunta dalla Camera di Commercio che - pur avendo nell'assemblea di ieri la maggioranza per far bocciare il piano Alitalia - ha premuto per un rinvio che consentisse di tentare una ricomposizione col Comune di Salerno. Ricomposizione che allo stato appare tuttavia difficile, giacché anche ieri l'Assessore ai trasporti Luca Cascone ha ribadito che il Comune continuerà ad assentarsi finché la presidenza sarà nelle mani di Ernesto Sica, pur rimarcando l'appoggio per il Piano industriale che coinvolge la compagnie di bandiera.
Aeroporto di Pontecagnano, nuovo rinvio ed ennesimo nulla di fatto sulla ripresa dei voli, ma la Camera di Commercio "sfiducia" ufficialmente il manager Amendola. Ieri l'assemblea del Consorzio ha deciso di aggiornarsi al prossimo 21 luglio, senza deliberare alcunché in merito al piano industriale che dovrebbe consentire la riattivazione dei voli dal "Costa d'Amalfi". Determinante s'è rivelata l'assenza del comune capoluogo, ma anche la posizione assunta dalla Camera di Commercio che - pur avendo nell'assemblea di ieri la maggioranza per far bocciare il piano Alitalia - ha premuto per un rinvio che consentisse di tentare una ricomposizione col Comune di Salerno. Ricomposizione che allo stato appare tuttavia difficile, giacché anche ieri l'Assessore ai trasporti Luca Cascone ha ribadito che il Comune continuerà ad assentarsi finché la presidenza sarà nelle mani di Ernesto Sica, pur rimarcando l'appoggio per il Piano industriale che coinvolge la compagnie di bandiera. Un sì alla compagnia di bandiera che tuttavia non è incondizionato: «appoggiamo Alitalia - precisa Gianni Iuliano - purché la ripartizione degli oneri economici avvenga in base all'attuale partecipazione consortile». Insomma, se la Camera di Commercio dovesse defilarsi, Palazzo di Città non se ne sobbarcherà pro-quota i costi. Un'assemblea, quella di ieri, caratterizzata dalla posizione assunta dalla Provincia (rappresentata dall'assessore Adriano Bellacosa e dal consigliere Antonio Anastasio) e dalla Camera di Commercio (delegato ufficiale Giuseppe Gallo, ma erano presenti anche Guido Arzano, Raffaele De Sio e Carmine Maiese). I rappresentanti di Palazzo Sant'Agostino hanno rivendicato con forza una manifestazione di voto sul piano Alitalia: una posizione che in verità ha sorpreso non poco, giacché era evidente che con l'assenza del Comune capoluogo non ci fosse la maggioranza per farlo approvare. «Evidentemente - ironizza Arzano - la Provincia era pronta a farsi carico da sola dei costi della convenzione». Oppure, chiosa Maiese, ai rappresentanti provinciali è sfuggito un cavillo statutario «che consente di manifestare il voto soltanto ai soci consorziati in regola con il pagamento delle quote». Ieri, insomma, avrebbero potuto votare solo l'ente camerale e qualche comune minore. Quanto alla Camera di Commercio «con grande senso di responsabilità - dice Gallo - abbiamo premuto per il rinvio: non ce la siamo sentita di bocciare Alitalia ed auspichiamo che il prossimo 21 luglio si possa deliberare con un consenso molto più ampio». La contrarietà al piano Alitalia, ritenuto troppo oneroso ed economicamente insostenibile, tuttavia rimane immutata. «Abbiamo chiesto però ufficialmente - aggiunge ancora Gallo - che venga rivista la posizione del direttore Amendola, rispetto ad alcuni atti che delineano ipotesi di responsabilità . Auspichiamo che altre componenti del Consorzio prendano quindi atto dell'incapacità del manager». Una sfiducia in piena regola, insomma, che cade peraltro nel giorno in cui - appunto ieri - è scaduto l'ultimatum di Alitalia, che ha rivendicato la firma della convenzione preannunciando, in mancanza, azioni risarcitorie. In assemblea ieri l'assessore Bellacosa ha rassicurato sulla validità di una clausola di protezione che metterebbe al sicuro il Consorzio. «Ma - commenta Arzano - non ci sentiamo affatto tranquillizzati dalle sue parole». La compagnia di bandiera infatti dovrebbe attendere il deliberato finale di mercoledì prossimo. Ma se fosse negativo, è praticamente scontata un'azione giudiziaria che metterebbe seriamente a rischio la posizione del manager Amendola, reo di aver rassicurato la compagnia di bandiera con una lettera del 30 aprile scorso, in assenza di decisioni ufficialmente assunte dai soci e soprattutto, in assenza di copertura finanziaria.
Il manager
Un anno vissuto in bilico
Michele Amendola, il manager plenipotenziario (presidente del Cda della società di gestione e di direttore dello scalo) guida il "Costa d'Amalfi" da meno di un anno. A designarlo, sono stati ufficiosamente Comune e Provincia anche se l'indicazione ufficiale del nome venne proprio dalla Camera di Commercio, che all'epoca fece propria una segnalazione epistolare, con tanto di allegato curriculum, del presidente di Confindustria Agostino Gallozzi. Tanti i deliberati di Amendola non condivisi dall'ente camerale: da quelli che hanno stravolto il management alle modifiche di bilancio per consentirgli la percezione di un compenso - 220 mila euro annui - altrimenti insostenibile. Modifiche che hanno tagliato anche servizi essenziali al funzionamento dello scalo.
Vietri: «Allo scalo serve subito un azionista di riferimento»
«Serve un soggetto economico solido che si assuma in pieno le responsabilità di gestione». Giovanni Vietri, imprenditore e presidente della Fondazione Cassa di risparmio Salernitana per l’aeroporto di Pontecagnano immagina una platea ristretta di soci e un socio di riferimento. Ma, intanto, serve un aeroporto? «Serve in un contesto caratteristico come il Salernitano. Serve per il turismo e l’agroalimentare. D’altra parte qualsiasi collegamento consente maggiori opportunità , velocizza i flussi». Ed è la priorità ? «Sopratutto oggi non si può mettere in questi termini la questione. Diciamo che la domanda deve essere: quanto è utile? Il contesto socio-economico non è detto che comprenda il valore se non nell’ottica di un suo â€uso†e dalla sua capacità di produrre valore». Di qui l’idea di un gestore â€forteâ€? «Le infrastrutture hanno dei costi in termini di investimenti e di gestione. Se si fa un’autostrada e non l a manutenzione si finisce come la Salerno-Reggio». Ma da quindici anni e più si va avanti con una telenovela... «Appunto, quel che serve è un soggetto economico che determini nel bene e nel male il suo destino. Meglio uno che comanda che dieci che si dividono la responsabilità ». Trovato il soggetto serve l’investimento. «Trovato un gestore forte, da lui si pretenderà un’analisi del costo dell’investimento e della gestione come in qualunque impresa». Chi si immagina alla guida? «Oggi c’è più di un ente locale che per un quindicennio a venire di soldi da investire non ne avrà . Se un ente avesse il 60% , sarebbe un soggetto forte in grado di pianificare una parte del lavoro sarebbe fatta». Perché? «Il problema di chi deve fare il direttore e o chi deve fare i lavori non si porrebbe. Chi ha sul groppone il 60% dell’investimento non potrà permettersi da solo un risultato scadente o in perdita secca». Anche rispetto all’investimento meglio un’unica â€fonteâ€? «Fondi Ue o mutui o soldi della Camera di commercio lo stabilisce chi gestisce. Non conta il nome ma solo il conto economico finale». Nemmeno parlare di vettori serve allora? «Messo che il 40% delle quote non serve a tenere in mano saldamente la gestione operativa, è facile per chi è in minoranza deviare il ragionamento su questioni di secondo piano. Chi ha un aeroporto senza una pista adeguata perché s’appassiona al vettore?». Fuori dunque i piccoli? «La strada non la conosco, ma se qualcuno passasse dalla maggioranza relativa a quella assoluta potrebbe candidarsi ad una gestione produttiva».
Il Comune
Cascone: «Sica lasci e si vada a un’intesa con la Regione»
«Vada via Sica e si avvii una discussione aperta e costruttiva con la regione Campania». Il comune di Salerno guarda a Napoli, per rilanciare l’aeroporto. Si avvicinano le posizioni di comune e provincia per uscire dall’empasse all’aeroporto Costa d’Amalfi. Sia Cascone a nome di De Luca sia l’amministrazione provinciale, hanno a questo punto in mente la stessa road map. Innanzitutto mettere fuori il presidente Ernesto Sica, che appare alquanto ingombrante, poi ottenere un tavolo con la Regione che ha disposizione i 49 milioni necessari per arrivare in breve tempo all’allungamento della pista. «Il Comune non ha partecipato all'Assemblea del Consorzio confermando l'improcrastinabilità delle dimissioni del presidente Sica, per il quale non sussistano più le condizioni per svolgere ancora il ruolo di guida e rappresentanza nelle funzioni di presidente e legale rappresentante del Consorzio, costituito da diversi Enti territoriali», dice l’assessore al traffico, delegato del Comune di Salerno nel consorzio Aeroporto, Luca Cascone. Ma non si tratta di un addio, soltanto di una richiesta di una nuova stagione di dialogo tra istituzioni. «Il Comune, tuttavia, rimarca la propria disponibilità a sostenere, per la parte di propria competenza, le opportune scelte strategiche da intraprendere, purché le stesse abbiamo una chiara progettualità di medio termine», aggiunge Cascone. «Dunque, non conta la discussione sul vettore. Che cosa conta? La pista a 2200 metri oppure Alitalia o chi altri. Allora lavoriamo alla certezza dei finanziamenti». La strada che propone il Comune è quella di «una Conferenza di Servizi che sia richiesta dalla società di gestione, in maniera da coinvolgere la Regione Campania, quale Ente finanziatore, e gli altri Enti competenti al rilascio di tutte le autorizzazioni finalizzate al prolungamento della pista e al miglioramento infrastrutturale indispensabile al reale rilancio dello scalo». Solo a tali condizioni, ed in tali prospettive, è immaginabile il sostegno economico all'attivazione di servizi di trasporto passeggeri che garantiscano il funzionamento dello scalo, anche nelle more delle necessarie realizzazioni infrastrutturali. Bisognerà evidentemente fare i conti con la camere di commercio che a sua volta stringe i cordoni della borsa e mette tra i due e i tre milioni di euro l’anno per la gestione ordinaria dell’impianto. E probabilmente ritornare a via Roma all’indirizzo di Augusto Strianese significherà intavolare una trattativa anche sulla presidenza. Coloro che hanno voluto fortemente che Strianese lasciasse, hanno ora un presidente impresentabile almeno (non certo in grado di intrattenere rapporti con Caldoro). «Se i fondi ci sono avendo anche una certezza rispetto ai tempi di realizzazione dell’opera e l’avvio dei lavori, ogni amministrazione pubblica si assumerà i propri oneri», riflette Cascone. Dei quattro milioni per la gestione a cui si aggiungono i due per Alitalia, ogni amministrazione deve impegnarsi per un milione l’anno mediamente. Ma i tempi se si allungano a dismisura e si rischia di mettersi in un circuito di spesa insopportabile per chiunque», conclude Cascone. La partita è aperta, la stagione turistica 2010 è in pieno svolgimento: ma i turisti atterrano altrove.
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno