da asessa » 19 giugno 2010, 13:25
Costa di nome e di fatto, l'aeroporto di Pontecagnano. Tanto più oggi che il "Costa d'Amalfi" se ne sta lì pressoché inutilizzato, sottratto al suo torpore da qualche presuntuoso piccione che atterra e svetta dalla pista, o da qualche sporadico volo di aviazione generale. Se si volessero buttar giù oggi due conti e sapere quanto è costato, fino ad oggi, questo scalo perennemente ai nastri di partenza, il totale non sarebbe sicuramente inferiore ai 31-32 milioni di euro, tenendo conto degli investimenti realizzati e dei costi di funzionamento ed operatività sia del Consorzio proprietario dello scalo che della società di gestione. Di questi, almeno 22 milioni, direttamente in capo agli enti pubblici, e quindi ai cittadini. E un introito (nei pochi periodi in cui ha funzionato) di 382mila euro. L'AEROSTAZIONE Per realizzare o adeguare lo scalo sono stati ad oggi spesi circa 15 milioni di euro: gli interventi per i vari lavori (ampliamento e adeguamento aerostazione, impianti Vor e Vol, metal detector, nastri trasportatori, check.-in, illuminazione e strip laterali della pista, adeguamenti impiantistici, etc.) si sono concentrati nell'arco di un quadriennio, ma in realtà per pianificarli, avviarli e finanziarli, ci son voluti 29 anni. Tanti ne sono trascorsi dalla costituzione del Consorzio (1981), il cui schema costitutivo, se proprio volessimo essere maligni, risale però al 1958. L'"efficienza" di oggi, insomma, ha radici antiche. IL CONSORZIO L'ente proprietario dello scalo costa dai 100 ai 120 mila euro annui di "spese fisse": non ha personale dipendente (lo aveva, ma è stato poi trasferito alla Spa di gestione), ma ci sono da mettere in conto vari compensi professionali (24 mila euro), i compensi ai revisori (36.000), esborsi vari per contenziosi (30 mila euro), l'assistenza amministrativa e contabile (6.000 euro), utenze varie e cancelleria (altri 9.500 euro). Poi ci sono gli investimenti per "attirare le compagnie": nel 2008 furono deliberati 2,5 milioni, e di recente altri 4. Ad oggi, insomma, il Consorzio è costato complessivamente non meno di 9,7 milioni. E si considera che quasi il 62% delle quote è direttamente in mano ad enti pubblici, ciò vuol dire che i cittadini hanno fin qui sborsato non meno di 6 milioni di euro per il solo Consorzio. LA SOCIETÀ DI GESTIONE Il vero pozzo senza fine del "Costa d'Amalfi" è la società di gestione che praticamente dalla sua costituzione continua a macinare debiti e perdite, fatturando cifre irrisorie. Nei suoi bilanci il segno positivo l'ha conosciuto soltanto nel 1995 (ma fu costituita ad ottobre con un capitale di 500 milioni: non ebbe il tempo di far danni). Da allora, l'esercizio si è chiuso stabilmente in perdita: dai 15 mila euro del 1996 ai quasi 300 del 2000 alle perdite milionarie degli ultimi anni. 1,1 milioni nel 2006, 1,6 nel 2007, 2,6 nel 2008, 2,4 nel 2009. Stando alle previsioni, il 2010 dovrebbe chiudersi pure in perdita: per 2.693.000 euro. Ma la stima è sicuramente ottimistica: tiene infatti conto di 900 mila euro di fatturato per i servizi di handling che, con il blocco dei voli, se ne andranno in buona parte a farsi benedire. Il buco, stando ai ben informati, dovrebbe così assestarsi intorno ai 3,5 milioni. Buona parte del debito si accumula per il personale (27 dipendenti che costano 1,4 milioni l'anno), e per i servizi generali (994 milioni). Incidono poi i servizi di security (278 mila euro), il portierato (50 mila euro), il servizio antincendio (180 mila euro), i compensi e rimborsi ai sindaci (29 mila euro) ed altre spese. Le entrate della società di gestione (e tramite essa, del Consorzio, che ovviamente non ha altro modo di far quadrare i conti) sono limitati ai cosiddetti servizi di handling, vale a dire quel complesso di attività - pulizia, manutenzione, etc. - che la Spa svolge a terra nell'aerostazione, addebitandole alle compagnie. Nel 2008 (primo anno di operatività dello scalo con la Gan) i ricavi sono stati pari a 359.272, quasi tutti (oltre 295 mila euro) provenienti dai voli di linea, il resto dai servizi di aviazione generale (vale a dire voli sporadici, occasionali). Al 30/09/2009 sono saliti gli introiti per i servizi di aviazione generale, ma si sono interrotti quelli per i voli di linea. Totale incassi: 22 mila euro. Per quest'anno il bilancio di previsione tiene in conto introiti per circa 900 mila euro. Ma inutile dire che, con la sospensione dei voli, a fine anno in bilancio la posta reale dovrebbe essere ampiamente inferiore. IL TOTALE Le spese di funzionamento del Consorzio ad oggi sono state di 3,2 milioni di euro, cui vanno aggiunti i 6,5 milioni destinati alle compagnie (in larga parte, a dire il vero, non ancora materialmente sborsati dagli enti consorziati). Totale dei costi: 9,7 milioni. Di questi il 61,6% (5,97 milioni) direttamente in capo agli enti pubblici (comuni, comunità montane, Provincia, etc.) e quindi alla collettività . La Spa (91% Consorzio, 9% Interporto) invece è costata 13,6 milioni, dei quali 12,3 in capo al Consorzio. Per quanto si è detto sopra, 7,5 milioni imputati direttamente alla collettività . A questi importi sono ovviamente da aggiungere i 15 milioni di investimento. Per un aeroporto sostanzialmente fermo, che così rimarrà almeno fino al prossimo autunno
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno