da s@ntuzz » 11 giugno 2010, 17:37
Salerno, l'aeroporto decolla a metà Giovedì 10 Giugno 2010 15:16 Rosa Coppola
Aeroporto di Salerno: il futuro decolla. A metà . A distanza di otto anni, da quando è stato ufficialmente aperto, ad avere la meglio sono state le polemiche politiche, i valzer di poltrone, le accuse reciproche, le denunce e i ricorsi alla Procura. I contatti frenetici con le diverse compagnie, succedutesi nel tempo, hanno distolto l’attenzione da uno dei problemi principali che rallenta il decollo, vero, dello scalo: la pista. La lunghezza e le caratteristiche di portanza superficiale della pista (lo spessore, ndr) definiscono e limitano gli aeromobili che atterrano; quella salernitana, lunga quasi 1.800 metri, rientra nel parametro definito «30» e quindi, capace di far atterrare aerei con un numero di passeggeri non superiore ai 50. Se la pista fosse allungata (il massimo che può essere ottenuto in questo sito è una lunghezza pari a 2.100 metri) ospiterebbe aerei a turboelica e alcuni jet. Pertanto, facendo due calcoli, si arriverebbe ad una media di 55 passeggeri quale tetto massimo, fissando la capacità dell’aeroporto di Salerno-Pontecagnano a 825 passeggeri nell’ora di punta. Esiste anche lo spazio sufficiente per ampliare l’attuale terminal e il piazzale fino a raggiungere questa capacità .
Un prospetto roseo per lo scalo Costa d’Amalfi che tutti auspicano. In teoria. Paradossalmente, non esiste un progetto. Un iniziale bando comunitario per la progettazione risulta oggi scaduto. Ma non finisce qui. Per eseguire l’opera, come riportato sul master plan dell’aeroporto, bisogna espropriare i terreni. E si è a buon punto. Un ulteriore ampliamento della pista verso sud appare difficoltoso a causa della presenza di una strada provinciale, di un’area con case e manufatti e, sorpresa, di un torrente. Sulla presenza di questo corso d’acqua, i vertici aziendali minimizzano ipotizzando l’intubamento del canale. Ipotesi che non si sono ancora tramutate in progetti concreti. E che, tradotto in tempi, equivalgono a circa tre anni. Sì, tanto occorre per allungare la pista. Per dare un’idea di quanto gli “aspetti tecnici†possano rallentare il decollo dello scalo, basti pensare che tra le diverse proposte, giunte sulla scrivania del Cda del Consorzio, vi era quella della Adria Air, vantaggiosa e presa in seria considerazione. Poi, esclusa perché la compagnia, nel pacchetto, aveva limitato gli scali ritenendo di non atterrare, per motivi di sicurezza, quando pioveva. Reputando la pista corta, la pioggia era un «limite».
Per capire cosa oggi sta accadendo bisogna fare un passo indietro. Ritornare nel 2002 quando Augusto Strianese, ex Presidente dello scalo, oggi leader della Camera di Commercio, con determinazione, decise di aprire lo scalo contro tutti e tutto. “La mia unica colpa è stata, ed è, aver trasformato una pista militare in aeroporto. Ho ricoperto la carica di presidente per diverso tempo senza percepire neanche un euroâ€, ci dice Strianese che, pochi giorni fa, si è visto archiviare l’accusa di estorsione mossagli da Guglielmo Rapicano, amministratore della Global Aviation Network, la società che ha ideato il marchio VolaSalerno e che ha messo in piedi la rete di collegamenti con Milano, Bucarest e Barcellona. Il broker romano in seguito alla diatriba decise di sospendere i decolli e gli atterraggi, annullando tutte le prenotazioni. In sintesi, scalo chiuso. Tutti i passeggeri hanno ovviamente fatto sentire la propria voce chiedendo il rimborso del biglietto. La Gan frattanto ha dichiarato fallimento. Frattanto, da luglio lo scalo sarà targato “Alitaliaâ€. La compagnia di bandiera, dando lustro al capoluogo, porterà delle rivoluzioni interne, facendo lievitare qualche costo. Il “pacchetto-proposta†vale circa 6 milioni di euro (la compagnia si addosserà i costi del servizio handling: consistono nel complesso di servizi atti a soddisfare le esigenze dell’assistenza a terra, agli aerei, ai passeggeri ed alle merci). Allo scalo, però, andranno i costi per il personale che dovrà aumentare, specie per gli addetti alla sicurezza: oggi se ne contano 15, divisi in turni dalle 7 di mattina alle 19 di sera. Con Alitalia dovrà essere assunto nuovo personale.
E a proposito di personale, ecco che spunta un verbale di accordo firmato dai sindacati e dai vertici aeroportuali per l’erogazione di una indennità di rischio nella misura di circa 150 euro. L’accordo è al momento congelato. Il personale è stato il primo a farne le spese quando l’aeroporto ha bloccato tutti i voli. E’ accaduto a quattro addetti alla sicurezza di terra (hostess) che affidano ad una lunga lettera il proprio sfogo: «Avevamo in essere un contratto con l'aeroporto della durata di 6 mesi,che scadeva il successivo mese di Gennaio, ma prima di quell'infausto accadimento le premesse erano più che eccellenti per un rinnovo dello stesso, se si pensa che in 4 mesi di traffico aereo sono transitati più di 20mila passeggeri! Siamo stati più volte rassicurati anche in virtù di un accordo sindacale (che aveva più un valore morale che giuridico) che alla ripresa dei voli saremmo stati ripresi in considerazione, ad oggi, a quasi un anno e mezzo dalla fine della nostra esperienza siamo ancora in attesa di qualche buona novella e speranzosi che quell'accordo morale venga alla fine rispettato... d'altronde per una volta nella vita che siamo riusciti a vincere un concorso». Ma alle polemiche non c’è mai fine.
Arriva il nuovo Presidente della spa, Michele Amendola, che ricopre anche la carica di direttore generale (220mila euro annui) e si scatena un nuovo putiferio. Il “controllore e controllato†divide: qualcuno storce il naso, qualcun altro, invece, lo reputa «l’uomo giusto, quello della svolta». Amendola, salernitano, ha lavorato per anni all’Enav ricoprendo ruoli importanti: direttore acquisti; responsabile Pmo (Programm managment office) e assistente del direttore generale allo sviluppo commerciale. E’anche colui che ha progettato la torre di controllo della struttura che oggi dirige.E punta ai fatti. Sviluppando strategie. «L’aeroporto oggi ha una strategia di sviluppo molto bel delineata, indirizzata nel segno di una forte complementarietà allo scalo di Napoli per assicurare il miglior contributo di sistema viario, spiega Amendola. All’interno di questa strategia, un momento di rilevanza strategica è rappresentata dalla scelta di una compagnia aerea che per brand, network e qualità di servizio sia in grado di accompagnare l’aeroporto fino all’ampliamento della propria capacità tecnica e operativa», spiega il numero uno della spa.
In attesa della sottoscrizione (in corso) dell’Enac che risulta gestore parziale, dai dati emerge che solo 6 aeroporti su 35 sono a totale gestione privata. La privatizzazione, tanto invocata a Salerno, rubando tempo ai fatti, appare quindi un falso alibi. Sul tavolo, almeno 8 milioni di euro, da ripartire tra i soci, per ricapitalizzare lo scalo (l’anno scorso ha chiuso con un passivo di circa un milione di euro) e l’attesa dei fondi europei. Si parla di 6 milioni di euro previsti per il biennio 2010-2011 spalmati su cinque interventi prioritari: segnaletica orizzontale, verticale e illuminazione di emergenza. Lo scalo al momento è “chiusoâ€, in attesa dei voli della compagnia di bandiera. Funziona, come sempre, l’aviazione per i piccoli aerei dai quali spesso si vede scendere la madre di Bill Gates che sceglie Salerno per poi raggiungere mete balneari.
da il settimanale "Il PUNTO"