da asessa » 29 maggio 2010, 16:16
De Luca vuole lasciare l’aeroporto. Gli aveva finanche dato il nome: «Costa d’Amalfi». Ora l’abbandona. Lo dice nell’appuntamento del venerdì su Liratv: «Meglio una fine con dolore, che un dolore senza fine». In sostanza, quando il suo consigliere nel Cda del Consorzio aeroporto, Gianni Iuliano, gli ha portato i conti (circa otto milioni annui tra spese per il personale e costi del contratto con Alitalia, la compagnia che dovrebbe subentrare dopo l’addio di Air Dolomiti), ha sbottato: «La vicenda dell'aeroporto è insopportabile, faticosa e inconcludente, stiamo valutando l'ipotesi di uscire dall'aeroporto col nostro 13 per cento di quota simbolica.... abbiamo indicato 3 mila volte le cose da fare, ora non intendiamo più di buttare soldi...». E se va via il Comune si rischia di fermare l’intera attività , anche alla Spa è andato via il consigliere Fulvio Bonavitacola che rappresentava il Comune. De Luca aggiunge: «Bisogna allungare la pista già realizzata, bisogna rifare tutto, sinceramente c'è bisogno di un anno e mezzo di lavoro, se fosse il Comune a fare l'appalto non avremo bisogno più di un anno e mezzo... il problema sono i tempi loro....Ma stiamo pensando di uscire, non se ne può più...». poi diventa possibilista: «O ci sono tempi stretti realizzando la pista e partire con un bando pubblico per la gestione dello scalo, oppure.... Figuriamoci se avremo la possibilità di partecipare al ripiano economico con i tagli che ci arrivano dal Governo. Noi molto umilmente, sobriamente ce ne usciamo, diciamo: fate tutto voi, quando non si riesce ad arrivare alle conclusioni...». Immediata la reazione della Provincia, parla Adriano Bellacosa, assessore e consigliere del Consorzio, reduce da un Cda in cui si è definita l’intesa con Alitalia che sarà sottoposta all’assemblea a metà giugno: «Non mi meraviglio, qualche battuta l’aveva già fatta anche Cirielli. Ma abbiamo la responsabilità di trovare una soluzione e avviare l’aeroporto a pieno regime. Ci siamo dati una scadenza, un anno di gestione piena. D’altra parte si sono spesi tanti soldi. Vediamo se riesce a funzionare: il manager l’aveva indicato De Luca con gli Industriali, d’altra parte, e lo scalo così com’è l’ha gestito De Luca con Strianese». E Carmine Maiese che rappresenta la Camera di Commercio nel Cda della società per azioni. «Devo dare atto a De Luca che dice la verità . Una volta per tutte dice che non ha i soldi per gestire l’impianto e si comporta di conseguenza. A differenza di Cirielli che fa intese ma non dice dove prendere i soldi». Maiese: «Cirielli dice si? Ma ci dica dove prende i soldi. De Luca? Spiega che non ha soldi e quindi sa che non può gestire». Maiese aggiunge: «Guardate che i tre milioni che dobbiamo reperire per un’intesa con Alitalia anche noi della Camera di Commercio non siamo in grado di trovarli. Al massimo arriviamo a 500 milioni entro l’anno». Ma con Air Dolomiti i soldi c’erano: «Erano i soldi rimasti dopo la rottura dell’intesa con Gan. Eppoi con Air Dolomiti gli aerei tornavano a Verona la sera. Ora si vuole fare manutenzione qui: è più oneroso». Gianni Iuliano che rappresenta nel Cda del consorzio il Comune di Salerno, cerca la quadra: «Siamo ad un punto si svolta e le imprecisioni e gli sbagli sono stanti tanti . È vero l’impianto a stare fermo costa 2,7 milioni l’anno, ma con altri 3 milioni riusciamo a volare con Alitalia, siamo a cinque e non a otto, darò altri dati a De Luca». E poi si spinge avanti: «Serve rafforzare il management: Amendola l’abbiamo scelto noi ma serve un rafforzamento». E Bellacosa: «Se resistiamo possiamo portare i cargo che possono atterrare anche di notte. Bisogna utilizzare i fondi regionali per allungare la pista. Possiamo farcela». Quella di De Luca insomma pare solo una boutade, o un modo per sminuire il lavoro su Alitalia fatto da Cirielli
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno