Base operativa al Costa d’Amalfi Quattro collegamenti al giorno per Malpensa con biglietteria per tutto il mondo
Il presidente dell’aeroporto «Se serve sono pronto a dimettermi»
• Alitalia pronta a rendere Salerno una delle basi operative dell’intera penisola, ed un piano di sviluppo giá redatto nelle sue linee di indirizzo. Insomma, un aeroporto che «non è chiuso, e non vede chiusura». E’ il presidente e direttore generale dello scalo, Michele Amendola, a fare il punto della situazione.
• Partiamo dal presente. Oggi da Alitalia deve arrivare una comunicazione importante.
• «Esatto, oggi la compagnia aerea mi dará la risposta formale in merito alla richiesta di anticipare la propria operativitá su Salerno giá dal primo giugno, e fino a fine ottobre. In attesa poi della piena operativitá che porterá a Salerno quattro collegamenti giornalieri con Milano Malpensa».
• La trattativa con Alitalia può dirsi conclusa?
• «Certamente, ma non da adesso. L’offerta che Alitalia ha fatto pervenire, dopo la richiesta da parte della societá di gestione dell’aeroporto, è arrivata con contratto giá firmato. Vedendo la disponibilitá non prima dell’inizio di novembre, onde evitare un fermo tecnico troppo lungo dell’aeroporto, è stata inoltrata ad Alitalia una richiesta per sapere se la compagnia avesse disponibilitá ad anticipare i collegamenti giá da giugno».
• Qual è il piano operativo presentato da Alitalia?
• «Si parla di quattro collegamenti al giorno, a partire dalle 6.50 del mattino da Salerno, con rientro alle 10.30. E poi ripartenza dal Costa d’Amalfi alle 17.30, e ultimo volo da Malpensa alle 20, con arrivo alle 21.30. Con un dettaglio importante: gli aerei della compagnia (Saab 2000 da 50 posti) stazioneranno in aeroporto, perché Salerno diventerá base del network».
• Cosa significa questo?
• «Che da Salerno si potranno fare biglietti Alitalia per tutte le destinazioni che la compagnia ha nel mondo, ovviamente facendo transito su Malpensa, per cinque giorni alla settimana, weekend esclusi, con un prezzo medio inferiore ai cento euro».
• Ed Air Dolomiti?
• «Anche Air Dolomiti rientrava nel ventaglio delle compagnie contattate. Con un unico dettaglio: aveva presentato l’offerta economicamente più svantaggiosa per l’aeroporto, con un prezzo secco di oltre 4 milioni di euro, e senza alcuna condivisione del rischio economico. Avevo chiesto alla compagnia una rimodulazione del piano operativo dei voli».
• Qual è stata la risposta?
• «La compagnia si è detta indisponibile a qualsiasi tipo di variazione. Poi, lo scorso mese di aprile, dopo svariati tentativi anche informali di dialogo, mi viene comunicata l’intenzione di interrompere il contratto».
• Arriviamo al cda del consorzio di fine aprile, quando si ufficializza la proposta di Adria.
• «Io presentai la proposta di Adria tra le proposte tra le più vantaggiose per tutta una serie di parametri, assieme ad Alitalia e Blue Air. Non come decisione finale. Tant’è che di lì a poco arrivò la comunicazione della compagnia sulle difficoltá in determinate condizioni atmosferiche. Io presentai la cosa alla societá di gestione, che non ritenne di accettare queste condizioni. Ed Adria fu accantonata».
• Ultimo passaggio: l’assemblea del 5 maggio. Cosa è successo?
• «Tutti i soci del consorzio erano giá a conoscenza di queste evoluzioni. Sta di fatto che, all’ordine del giorno, non è stato dato spazio a questo argomento, né è stato discusso il punto relativo ai fondi da destinare ai voli. Si è parlato di gestione. Io sono disponibile a discutere sulla revisione del modello di governance, in cui sia confermato un manager con compiti organizzativi e deleghe gestionali adeguati alla realizzazione del progetto».
• E’ pronto a dimettersi?
• «Se è per il bene dell’aeroporto, anche da ora. Continuo ad essere convinto delle possibilitá dello scalo di diventare un’importante leva dello sviluppo locale».
Diletta Turco
