da asessa » 7 aprile 2010, 13:36
Lo scalo Cesseranno i collegamenti con Milano Malpensa e con Verona
Aeroporto, nuovo stop: voli sospesi dall’8 maggio
Aeroporto di Pontecagnano, la gestione Amendola passa al vaglio di un legale proprio mentre arriva l'ufficializzazione dello stop ai voli: dall'8 maggio Air Dolomiti sospenderà i collegamenti sia con Verona che con Milano Malpensa. E senza alternative (almeno a breve) l’aeroporto formalmente chiude. Ennesima giornata campale, quella di ieri, per il Costa d'Amalfi, che per beghe e problematiche varie stenta a decollare per davvero. In mattinata, come detto, il Consiglio camerale ha ratificato - a margine di una tumultuosa riunione protrattasi dalla mattinata fino al primo pomeriggio - una decisione già assunta dalla Giunta qualche giorno fa: rimettere appunto le delibere del Cda dello scalo ad un parere legale. Ufficialmente, un mero parere di legittimità e di validità : ma è fin troppo evidente che se l'avvocato dovesse avallare le perplessità messe nero su bianco dal rappresentante della Camera di Commercio nel Cda della società di gestione, Carmine Maiese, si aprirà un nuovo scontro sull'amministrazione dell'aeroporto, stavolta giudiziario. Scontro che peraltro ieri mattina in Consiglio, qualcuno - in primis lo stesso Maiese - avrebbe voluto immediatamente attivare. Nelle more del parere legale, il Consiglio ha imposto anche un vero e proprio ultimatum: nella prossima assemblea del Consorzio, prevista per il 19 aprile, verrà rivendicata con fermezza la presentazione "ad horas" di un piano industriale che metta dei punti fermi sulla gestione e sulle prospettive dello scalo. Intanto, la parola passa quindi ad un avvocato di fiducia, che sarà designato dal segretario generale. Tanti i punti sui quali l'ente camerale ha chiesto approfondimenti: innanzitutto il compenso fissato per il neo manager Michele Amendola, 220 mila euro, non previsto nel bilancio previsionale approvato nello scorso mese di settembre. Nella relazione, Maiese evidenzia che vi sarebbe in atto una manovra "compensativa" con spostamenti di poste di bilancio che però, a detta di Maiese, andrebbero sottoposte all'approvazione dell'assemblea, cosa che ad oggi non è avvenuta. Non quadra inoltre la tipologia di contratto stipulata con Amendola: un contratto di co.co.pro. che, secondo Maiese, sarebbe stato siglato non solo "eludendo" le "procedure di evidenza pubblica" imposte dalle norme comunitarie per le società (come il Consorzio) a prevalente capitale pubblico, ma anche violando "il tetto ai compensi previsti per i manager pubblici". Dubbi anche sulla figura di Ceo (vale a dire di amministratore delegato) cui si è deciso di demandare la gestione e che, accorpando le figure di presidente e di amministratore, di fatto accorperebbe in capo al manager le funzioni di controllante e di controllore, esautorando di ogni competenza il consiglio di amministrazione. Nella sua relazione Maiese ha chiesto anche di far luce sulla gara per l'individuazione dello studio di progettazione per i lavori di allungamento della pista e per il raddoppio dell'aerostazione (sui quali, peraltro, l'ente camerale ha anticipato 765 mila euro per consentire la progettazione esecutiva). Dal luglio scorso, denuncia Maiese, non se ne hanno più notizie: eppure proprio l'allungamento della pista rappresenta la variabile più rilevante nelle negoziazioni con eventuali nuovi vettori. Vettori che allo stato non sembrano allettati dal Costa d'Amalfi: Alitalia ha chiesto dieci milioni per attivare voli da Pontecagnano, mentre RyanAir ha rinviato ogni discorso a dopo l'allungamento della pista. Di altre due trattative - con compagnie polacche e rumene, se ne sa ancora poco, anche se in Camera di Commercio più di qualcuno teme nuove "scottature" come quella con la Gan. Se ne saprà di più fra qualche giorno, dopo la perizia legale, e dopo le prossime riunioni già calendarizzate: quelle del Cda della Spa, il 12 aprile, e quelle dell'assemblea consortile e della Spa, il 19. © RIPRODUZIONE RISERVATA
Maiese: «Non ci sono compagnie interessate al Costa d’Amalfi»
Ha messo nero su bianco tutte le sue perplessità legate alla nuova gestione dell'aeroporto di Pontecagnano e ha chiesto (ed ottenuto) un parere legale sulle delibere più "scottanti" e delicate fin qui adottate. Carmine Maiese, consigliere di amministrazione di minoranza della Spa che gestisce il Costa d'Amalfi, in rappresentanza della Camera di Commercio, è soddisfatto delle decisioni assunte ieri dal Consiglio camerale. Cosa dovrà verificare il legale? «C'è l'assoluta necessità di capire se alcune delibere siano valide e legittime». A partire da quella che fissa il compenso del neo manager, Michele Amendola? «Non contesto il compenso di 220 mila euro lordi, ma il fatto che questa somma, nel bilancio previsionale 2010 approvato a settembre, non c'è. Si stanno facendo modifiche e spostamenti di poste in bilancio per coprire questo importo, ma senza aver ancora ottenuto il via libera dell'assemblea a queste operazioni». Cos'altro non quadra? «Ci si sta barcamenando su ruoli e compensi, e si sta perdendo di vista l'obiettivo fondamentale: far decollare lo scalo. I vettori scappano: anche Air Dolomiti, da maggio, non ci sarà più. Di fronte al rischio sempre più incombente di una nuova chiusura, in qualità di soci di maggioranza vogliamo capire cosa sta accadendo perché io stesso, da consigliere di amministrazione, non l'ho assolutamente capito». E il Consiglio camerale ieri, ha deciso di vederci chiaro «Personalmente avrei preferito una delibera ben più energica, perché la Camera di Commercio ha il diritto di sapere cosa si è fatto in questi quattro mesi, oltre che fissare un compenso per il manager. Non si hanno notizie di nuovi vettori mentre si sa per certo che Air Dolomiti interromperà i voli l’8 maggio». E quindi? Quali prospettive per lo scalo? «Bella domanda! Le attuali concessioni sono legate ad un piano di sviluppo che prevede 250 mila passeggeri entro il 2017. Con queste continue sospensioni, quale sarà l'anno di regime dello scalo?» Amendola ha garantito che ci sono numerosi contatti con varie compagnie. «Certo: con Alitalia, che ha chiesto dieci milioni. Con RynAir. che ha subordinato ogni decisione all'allungamento della pista, e con compagnie aeree rumene e polacche. L'unica certezza però è che dall'8 maggio non si volerà più». Possibile che per lo scalo di Pontecagnano non esistano margini di operatività ? «Avevamo trovato un partner, la compagnia Air Dolomiti, molto affidabile. In un anno mai un ritardo o una lamentela e per di più gli aerei negli ultimi giorni, in un periodo peraltro di crisi dell'aviazione civile, hanno volato quasi sempre pieni». E allora perché questa disdetta? «…e perché le perplessità mosse qualche settimana fa dal presidente dell'Enac, Vito Riggio? Evidentemente qualcosa sta cambiando rispetto alla gestione Strianese. E non certo in meglio»
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno