da asessa » 15 luglio 2011, 13:20
È l'aeroporto delle sfide. Sfide di competitività, di slancio e rilancio economico, sfide politiche. Scacchiere privilegiato per strategiche partite in cui in palio ci sono ruoli e poltrone. E soldi. Perché gestire uno scalo costa e non sempre l'attività è remunerativa. Il Costa d'Amalfi, da questo punto di vista, rappresenta croce e delizia per chi è chiamato a foraggiarlo. Si finanzia con l'intenzione di investire su un'infrastruttura che più di tutte le altre possiede le caratteristiche di modernità che mancano ancora all'intero territorio provinciale, ma spesso il passo è più lungo della gamba. Una constatazione, quest'ultima, che sta prendendo piede anche nelle stanze della Camera di Commercio di Salerno, socia al 40% del consorzio aeroporto Salerno-Pontecagnano. «Su un bilancio annuale di 7 milioni di euro, 3 sono assorbiti dall'aeroporto - ha affermato il vice presidente dell'ente camerale Antonio Ilardi - Sono troppi per la gestione di un'infrastruttura sulla quale insistono voli perlopiù deserti». Ilardi, intervenendo ieri mattina al workshop «La qualità nella filiera agro-alimentare» promosso da Confindustria, ha lanciato l'allarme sui costi di gestione del Costa d'Amalfi. «Non possiamo continuare a sostenere una spesa del genere anche nei prossimi anni. È necessario ripensare all'infrastruttura affinché non diventi un inutile spreco di risorse». Tre milioni di euro è una cifra approssimata per difetto in quanto la Camera di Commercio potrebbe dover sopperire anche all'eventuale mancato rispetto degli impegni economici da parte degli altri enti che compongono il consorzio. In primo luogo Ilardi rimette in discussione il contratto stipulato con Alitalia: «È stato fortemente voluto dalla presidenza precedente quella di Arzano, ma si sta rivelando estremamente improduttivo. Siamo forse l'unico aeroporto in Italia che paga per avere una compagnia sul proprio scalo e non viceversa. Anche la scelta di due voli di linea per Milano e uno per Roma non si è rivelata azzeccata. L'aereo diretto verso la capitale viaggia praticamente vuoto e due collegamenti giornalieri per il nord sono troppi. È un'esperienza che, alla scadenza del contratto, dovrà essere necessariamente ricalibrata se non addirittura accantonata per far spazio ad altri contratti». Resta però il gap infrastrutturale più penalizzante, ovvero la lunghezza della pista: «Per una drastica inversione di rotta è necessario portare la pista verso gli standard che consentano l'atterraggio di aerei turistici e voli charter che possano davvero dare slancio al turismo e più in generale all'economia provinciale. La missione dell'aeroporto deve essere questa - prosegue Ilardi - Ridurre al minimo i voli di linea e puntare tutto sui voli charter». Nella giornata in cui anche l'assessore provinciale ai Trasporti Lello Ciccone, nel suo report dell'attività amministrativa degli ultimi due anni ha definito l'aeroporto di Salerno «l'infrastruttura che farà di Salerno, in maniera tangibile e non a chiacchiere una città europea», il messaggio di Ilardi alla classe politica dirigente è molto chiaro: «Remiamo tutti dalla stessa parte. La politica ci aiuti ad avviare i percorsi amministrativi che servono a implementare l'infrastruttura in primis con l'allungamento della pista. Solo così potremo considerare l'aeroporto competitivo, al servizio di una provincia che ha davvero voglia di volare». Ma l'aeroporto non è l'unica infrastruttura nei pensieri della Camera di Commercio. Entro la fine del mese verrà emesso un bando per sostenere e migliorare le aree industriali della provincia. Una serie di interventi di riqualificazione che vanno dalla videosorveglianza alla segnaletica, fino alla costruzione di asili nido nelle aree industriali per migliorare la vivibilità delle stesse al servizio dei lavoratori e delle imprese: «È un segnale di rispetto nei confronti di chi lavora - spiega Ilardi - Nei programmi della presidenza Arzano il sostegno alle imprese si esprime anche con queste iniziative»
«Il Pil agricolo della provincia di Salerno è il doppio della media nazionale. Per otto mesi all'anno tutta l'Europa acquista frutta e verdura proveniente dalla Piana del Sele. In questo contesto l'aeroporto di Salerno è un'infrastruttura fondamentale . Per questo occorre metterlo a sistema e sfruttarne tutte le potenzialità». Giandomenico Consalvo, componente della giunta di Confagricoltura ha parlato del Costa d'Amalfi anche durante il workshop sulla filiera agro alimentare .
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno