da asessa » 14 settembre 2010, 16:14
Per un presidente che se ne va, o si dice prossimo a farlo, c'è un presidente che arriva.
Ieri mattina da un lato Ernesto Sica, in una conferenza stampa nella sala d'attesa dell'aeroporto di Salerno, annunciava la sua intenzione di «lasciare la presidenza del consorzio, a patto che il Comune di Pontecagnano Faiano continui ad essere rappresentato all'interno degli organi decisionali dell'aeroporto».
Dall'altro lato, in Provincia, si consumava un consiglio d'amministrazione straordinario della società di gestione, che ha proceduto alla nomina del suo nuovo presidente: Carmine Maiese. Il rappresentante della Camera di Commercio, di fatto, ha rilevato il posto di Michele Amendola, vacante dallo scorso 31 agosto.
Al cda di ieri hanno preso parte i consiglieri che facevano parte del consiglio prima dello strappo dello scorso 9 agosto: Adriano Bellacosa, Antonio Anastasio e Gianni Iuliano.
L'ultima conferma all'incarico assegnato a Maiese dovrà arrivare nella prossima assemblea dei soci del consorzio, in programma per la fine di settembre. Primo passo operativo, e prima questione affrontata dal neo presidente Maiese, è l'infrastrutturazione del Costa d'Amalfi. E, cioè, la questione pista.
Negli ultimi giorni, infatti, è emerso un particolare non di poco conto che comporterà ulteriori ritardi nell'avvio dei lavori. Manca, infatti, la firma definitiva sulla convenzione che dà mandato ai due studi romani di avviare la progettazione. Che, conti alla mano, sarebbe già dovuta essere pronta sulla scrivania del presidente della società di gestione.
«Già in settimana – ha detto Maiese – conto di andare a Roma completare le procedure e cercare di ridurre ulteriormente i tempi per la consegna». Del futuro del Costa d'Amalfi ha parlato anche Sica.
Sono undici i punti da cui partire per rilanciare lo scalo, tra cui, appunto, la necessità di «approntare quanto prima un progetto esecutivo del rifacimento della pista, e chiedere una reale intesa finanziaria con la Regione per il finanziamento della stessa pista. Che significa – ha aggiunto il sindaco di Pontecagnano – verifica delle voci di bilancio poste in essere esclusivamente per lo scalo, perché, sia chiaro, non c'è un euro per il nostro aeroporto, e non c'è nessuna voce di bilancio regionale che preveda impegni di spesa per il Costa d'Amalfi». Proprio su questo punto Sica ha lanciato un invito agli altri soci del consorzio a stringere ulteriormente la cinghia e cercare di reperire fondi locali «sicuri, da impegnare per i lavori. Io credo – ha aggiunto il presidente del consorzio – che con 15 milioni che vengono dal territorio si riescano a sostenere i lavori».
Ma la conferenza stampa di Sica ieri non poteva non toccare le ultime vicende politiche che si sono concretizzate in ciò che egli stesso ha definito «una battaglia giudiziaria senza senso. Ancora oggi – ha poi detto – non solo non riesco a comprendere le ragioni per le quali il sottoscritto è stato revocato con modi non certamente corretti, ma mi permetto di ricordare che favorii il cosiddetto disgelo tra Camera di Commercio e la vecchia maggioranza. Forse – ha concluso Sica – questo è stato l'errore che ha preannunciato la mia decapitazione».
INDAGINE AEROPORTO
Il futuro del Costa d'Amalfi non deve passare necessariamente per le grandi compagnie di fama internazionale. E' un coro sempre più unanime quello dei no alla proposta milionaria che Alitalia ha formulato, in una duplice versione, per iniziare i propri voli da Pontecagnano. Lo stesso presidente defenestrato del consorzio, Ernesto Sica, ha posto seri dubbi sulla convenienza finanziaria dell'attivazione dei collegamenti con Malpensa targati Alitalia. «Se l'orientamento dei soci – ha detto Sica – è di investire sul trasporto passeggeri, è doveroso fare un piano che comprenda più tratte possibili, anche se ancora più oneroso. Questo servirebbe a favorire il più ampio flusso di passeggeri». Ed un piano di sviluppo del traffico passeggeri in entrata ed uscita dal Costa d'Amalfi è stato presentato dalla società di consulenza Aircraft Leasing and Management, vicina alla cordata di imprenditori salernitani che da mesi è coinvolta in una trattativa privata per il rilancio dello scalo. Stando alle previsioni di passeggeri riportate dallo studio di mercato, il bacino attrattivo di Salerno coprirebbe milioni di passeggeri, divisi tra le tratte nazionali (746mila passeggeri l'anno), in cui solo i due scali lombardi arriverebbero a 422mila passeggeri, ed internazionali (300mila). Gli aerei utilizzabili anche con l'attuale pista sarebbero Bae da 112 posti. Cinque le destinazioni italiane prese in considerazione dall'indagine: Torino, Venezia, Verona, Catania e Palermo. Al primo posto degli aeroporti nazionali più appetibili per il Costa d'Amalfi resta Milano Linate, il cui mercato massimo di passeggeri supera le 260mila unità l'anno. Segue poi Malpensa (159mila) e Torino Caselle (109mila). Tra le rotte internazionali primeggiano i collegamenti con Londra (133mila passeggeri prevedibili), Parigi (94mila) e Monaco di Baviera (74mila). Con la possibilità di estendere le rotte anche in territorio spagnolo, soprattutto in vista del periodo estivo.
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno