da asessa » 25 giugno 2010, 13:33
Aeroporto, Camera di Commercio contro lo stop ai fondi
Società aeroporto, restano tesissimi i rapporti tra la maggioranza (capitanata da Comune capoluogo e Provincia) che dalla fine dello scorso anno guida i due enti e la Camera di Commercio, socio di riferimento col 40% delle quote consortili. Mercoledì sera il Cda del Consorzio ha deciso di fermare i giochi ed attendere che si definisca il quadro normativo prima di procedere a nuove contrattazioni con le compagnie di volo. Ma la Camera di Commercio non ci sta. Lo stop è stato ritenuto dal Cda inevitabile per un cavillo dell'ultima manovra finanziaria varata dal Governo, che all'art. 6 comma 19 prevede che «al fine del perseguimento di una maggiore efficienza delle società pubbliche, tenuto conto dei principi nazionali e comunitari in termini di economicità e di concorrenza, le amministrazioni (omissis) non possono, salvo quanto previsto dall'art. 2447 codice civile, effettuare aumenti di capitale, trasferimenti straordinari, aperture di credito, né rilasciare garanzie a favore delle società partecipate non quotate che abbiamo registrato, per tre esercizi consecutivi, perdite di esercizio ovvero che abbiano utilizzato riserve disponibili per ripianamento di perdite anche infrannuali». La norma non è ancora legge ed attende la definitiva conversione (che dovrebbe avvenire entro la fine di agosto) ma sembra studiata apposta per tarpare le ali all'aeroporto di Pontecagnano stabilendo, nella sostanza, che non è possibile per le pubbliche amministrazioni rimetterci altri soldi per riattivare i voli. Una tesi che però ha creato nuovi motivi di frizione in un contesto di rapporti già non idilliaci. «Sono seriamente preoccupato per questa decisione - chiosa Carmine Maiese, rappresentante della Camera di Commercio nella società di gestione - giacché è inimmaginabile attendere i tempi della politica per il varo della manovra. Non oso immaginare cosa questo paventato stallo fino ad agosto possa determinare in termini di perdite per la Spa di gestione. La politica può attendere, una società di capitali che peraltro potrebbe incorrere nella bancarotta fraudolenta, non può assolutamente farlo». E allora che fare? Ieri sono stati frenetici i contatti tra i rappresentanti dell'ente camerale per individuare possibili vie di uscita. Più d'uno - che preferisce però trincerarsi nell'anonimato - ha denunciato senza mezzi termini la "strumentalità " e la "pretestuosità " della decisione assunta dal Cda del Consorzio. In sostanza c'è chi ritiene che l'aeroporto non sia una "società di servizi pubblici" e che quelli appostati per lo scalo salernitano non siano soldi per ripianare le perdite, ma "investimenti" peraltro imposti da una direttiva ministeriale del 2007 che impone agli scali di più ridotte dimensioni un obbligo in capo agli enti proprietari di ripianare le perdite fino al raggiungimento del "break even point", che per il Costa d'Amalfi è fissato al 2017. In verità anche il secondo comma della norma della manovra finanziaria richiamata mercoledì nel cda prevede che «sono in ogni caso consentiti i trasferimenti alle società … a fronte di convenzioni, contratti di servizio o di programma relativi allo svolgimento di servizi di pubblico interesse ovvero alla realizzazione di investimenti». I dubbi rimangono e sono forti ed in ogni caso, oltre all'ipotesi della privatizzazione della Spa di gestione (che allo stato per i lavori in itinere pare quanto mai difficoltosa) ne rimarrebbe in piedi un'altra, caldeggiata proprio dalla Camera di Commercio: quella di abrogare qualsiasi forma di contributo del Consorzio alle compagnie cercandone di disposte a mettersi in gioco ripagandosi coi soli biglietti venduti. Una prospettiva che non pare così irrealizzabile. ©
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno