da asessa » 13 aprile 2010, 13:23
Aeroporto, trattative per evitare la chiusura
Si apre più di qualche spiraglio per scongiurare la paventata chiusura dell'aeroporto di Pontecagnano, già "calendarizzata" per il prossimo 8 maggio: la riunione di ieri mattina del Cda del consorzio proprietario dello scalo si è chiusa infatti con un "rinvio tecnico" a giovedì prossimo, proprio per definire e formalizzare le proposte fin qui avanzate, più o meno ufficiosamente, da almeno quattro compagnie. Perché però le buone intenzioni possano tradursi in collegamenti e voli, è necessario che il Consorzio (la cui assemblea è stata già convocata per il 30) tiri le somme e decida quanto investire sullo scalo: 2,5 milioni dovranno essere assicurati a stretto giro di posta per ripianare le perdite della società di gestione. Per spianare la strada a tutti i vettori ce ne vorrebbero almeno altrettanti e in tempi di vacche magre pare difficile che soprattutto gli enti locali possano deliberare esborsi così consistenti. Se e quanto si volerà dall'aeroporto di Pontecagnano, insomma, sta ora al consorzio deciderlo. Ma veniamo alla cronaca di ieri: in mattinata si è riunito il Cda del Consorzio. Un incontro brevissimo, limitato in pratica all'audizione del manager Amendola. Tutto rinviato a giovedì. «Abbiamo iniziato una riflessione legata alla scelta della compagnia - commenta il presidente del Cda, Ernesto Sica - e spero di avere nomi importanti entro qualche giorno. Ma quel che mi interessa particolarmente è una programmazione forte, che potenzi l'aeroporto. Spiragli ce ne sono, ma ovviamente la situazione impone riservatezza. C'è anche una proposta di Air Dolomiti che stiamo vagliando». «L'opzione a cui stiamo lavorando - aggiunge Pino Salvioli, sindaco di Bellizzi, altro membro del cda - è quella di integrare il piano di Air Dolomiti con altre compagnie che hanno già manifestato disponibilità ». Air Dolomiti sembra abbia predisposto un piano di collegamenti in linea con le richieste del manager Amendola: voli anticipati su Milano Malpensa alle prime ore della mattinata con rientro nel tardo pomeriggio (entro le 21) e riproposizione dei collegamenti con Verona. Il Consorzio per entrambe le tratte dovrebbe continuare a garantire il vuoto per pieno. Inoltre sul tavolo dovrebbero esserci anche le proposte della rumena Carpat Air e della polacca Jet Air, sempre che queste compagnie confermino nero su bianco, entro giovedì, la disponibilità fin qui manifestata soltanto verbalmente. Non è tramontata anche la trattativa con Alitalia, che avrebbe manifestato la disponibilità ad operare su Pontecagnano attraverso il vettore locale Regional: anche in questo caso si attende di leggere nero su bianco la proposta per tirare le somme. Nel pomeriggio di ieri si è riunito anche il cda della società di gestione che ha approvato il bilancio al 31 dicembre scorso: si è chiuso con una perdita di 2 milioni e 407 mila euro, che sommati ai 400 mila già persi nei primi due mesi di quest'anno, hanno determinato lo sconfinamento dei limiti di rosso imposti dalla legge rispetto al capitale sociale. Il Cda è stato quindi costretto a procedere, proprio come impone il codice civile, a convocare senza indugio l'assemblea dei soci. All'assemblea, prevista per il 30 aprile, il cda chiederà di ripianare le perdite e di ripristinare il capitale sociale: sborsando in sostanza circa 2,5 milioni di euro, anche se il manager Amendola porrà sul tavolo anche le questioni attinenti il potenziamento dello scalo. Se si vogliono in sostanza attivare nuore rotte e attrarre nuove compagnie, i soci dovranno mettere in conto investimenti ben più consistenti. L'ipotesi è di far lievitare l'esborso a 4-5 milioni. Intanto lo Studio Grimaldi Associati di Roma riceverà , di qui a qualche giorno, l'incarico ufficiale dalla Camera di Commercio di passare al vaglio tutte le deliberazioni fin qui adottate dagli organi amministrativi della società di gestione dello scalo. Un preventivo esame sarebbe già avvenuto ed i legali avrebbero già riscontrato profili di illegittimità (la relazione, dopo l'ufficializzazione della nomina, sarà messa nero su bianco nell'arco di qualche giorno). Spetterà alla Camera di Commercio decidere se, in base al parere ottenuto, intentare un battaglia giudiziaria per far valere le proprie ragioni.
Le prossime assemblee, tanto del Consorzio proprietario dell'aeroporto di Pontecagnano, quanto della Società per Azioni che ne ha in carico la gestione, non dovranno soltanto rimettere a posto conti e bilanci, ma anche decidere le linee guida sul quale dovrà essere costruito il piano industriale. Il Cda della società di gestione ha approvato un documento che definisce le "linee strategiche per lo sviluppo dello scalo", che è stato trasmesso all'assemblea dei soci e che contiene quelli che poi saranno i punti salienti del piano industriale, una volta che i soci si saranno pronunciati sugli indirizzi. Il documento parte da un assunto fondamentale: l'aeroporto di Pontecagnano deve avere un suo sviluppo all'interno di una dimensione prima regionale, poi nazionale. Questo significa, spiega il manager dello scalo Michele Amendola «che il possibile sviluppo dell'aeroporto non può che essere in coerenza con un sistema regionale di trasporto aereo e con i trend di sviluppo del traffico aereo nazionale». Il documento approvato dal Cda tira quindi in ballo - ispirandosene in molte parti - il Piano Regionale di trasporto aeroportuale della Regione Campania, ed individua una serie di possibilità per la crescita dello scalo. Tutte legate da un unico filo conduttore: l'aeroporto Costa d'Amalfi non può e non deve porsi in competizione con le attività già svolge dall'aeroporto di Capodichino. Com'è possibile questo? Pianificando voli e servizi in chiave complementare rispetto a ciò che l'aeroporto napoletano non può o non ha interesse a fare. Le "linee strategiche" individuano anche una serie di obiettivi declinati in funzione delle varie tipologie di traffico. Si parla di traffico passeggeri, di traffico merci, ma anche dei servizi di manutenzione. Il traffico passeggeri viene esaminato nelle sue tre principali filiere: quelle legale ai voli di linea, i collegamenti charter, e quelli cosiddetti di aviazione generale. Sul traffico passeggeri si dice, senza mezzi termini, che non è possibile prevedere potenziamenti per lo scalo Pontecagnano. Si può tuttavia lavorare assicurando collegamenti punto-punto in grado di intercettare e servire quella domanda di traffico business, di provenienza dell'area di riferimento dell'aeroporto, che trova più agevole utilizzare l'aeroporto di Pontecagnano piuttosto che rivolgersi a soluzioni alternative che non sono, ribadisce ancora il documento, quelle dell'aeroporto di Napoli. Altre vocazioni sviluppabili secondo il documento sono quelle legate al traffico turistico, con compagnie low cost e charter, ma anche al traffico merci. Ma è necessario che, per tutte queste opzioni, i soci mettano in conto investimenti, anche consistenti, per potenziare e adeguare lo scalo. Il documento indica un percorso di sviluppo articolato in tre fasi: la prima di consolidamento, incentrata sullo sviluppo e l'ottimizzazione delle capacità tecniche, infrastrutturali, organizzative, gestionali e operative. Una seconda che, attraverso la gestione di un piano di investimenti dedicato, incrementa significativamente le attuali capacità tecniche, infrastrutturali, commerciali e gestionali; ed una terza, forse la più importante, che guarda più specificamente al business attraverso lo sviluppo di una capacità commerciale in grado di far funzionare e sfruttare al meglio queste nuove posizioni di mercato acquisite. Infine i tempi. Nell'immediato l'obiettivo non può che essere unico: collegamenti punto punto per un traffico business attraverso l'impiego di un certo tipo di aeromobili
Antonio Sessa - Presidente Associazione FlySalerno