TRASPORTI, UNA QUESTIONE D'ONORE
Quella dei trasporti resta una questione fondamentale per la mobilità delle persone ma anche per lo sviluppo del territorio salernitano. Trasporto urbano, metropolitana leggera ma anche aeroporto sono tra i nodi principali da sciogliere. Che Salerno non rappresenti un esempio di efficienza politica è ormai arcinoto. Da queste parti non vige affatto la difesa del territorio da parte della classe politica ai vari livelli istituzionali ma anzi, più delle volte, è proprio materia del contendere. La coesione non abita da queste parti, mai un volta che i rappresentanti dei vari partiti dei vari schieramenti abbiano fatto fronte comune per una questione che riguarda il territorio. La cosiddetta “filieria” non esiste e questo continua a produrre ritardi dannosi per lo sviluppo del territorio. Ma dove s’inceppa il meccanismo? La domanda ha un’unica risposta: Napoli. Gran bella città ma in quanto a fare i fatti suoi batte tutti. Nella città partenopea la questione della compattezza manco si ripropone: quando si tratta di fare gli interessi di Napoli si vota tutti uniti e per gli altri restano solo le briciole e molto spesso neanche quelle. Tornando a Salerno la questione è molto semplice. Se il Cstp è alla canna del gas forse la colpa non è neanche della gestione Santocchio ma sicuramente la mancata restituzione dei proventi dalla vendita del biglietto Unico Campania ha contribuito a mettere in ginocchio la storica azienda di strasporto pubblico. Napoli fagocita ed a Salerno si fa la fame. Stessa storia sulla metropolitana, pronta da tempo ma pur di fare un dispetto a De Luca Napoli nicchia strafottente sperando che il primo cittadino perda le staffe e faccia autogol. Si dirà che tra Salerno e Napoli c’è lo zampino del Pdl che da tempo ha un conto aperto con De Luca ma che dire poi dei consiglieri regionali salernitani del centrodestra che votano addirittura contro all’avvio dei treni a costo zero. L’onore praticamente buttato dalla finestra. La questione è che pure se il colore politico è lo stesso la musica non cambia. Vedasi la questione aeroporto dove Provincia e Regione hanno ai vertici lo stesso schieramento politico ma Salerno non sa farsi rispettare e lo scalo di Pontecagnano viene tenuto sempre ai margini. Il “Salerno Costa d’Amalfi” stenta a bruciare le tappe per il suo rilancio perché Napoli non vuole. Ora però forse uno spiraglio c’è. Svanita la possibilità a breve di metter in pratica il “babà” del nuovo aeroporto di Grazzanise (costo 2 miliardi di euro), lo scalo di Pontecagnano ritorna ad essere considerato una valida alternativa a buon mercato in aiuto del congestionato Capodichino e quindi degno di considerazione. Salvo ennesimo sgambetto o l’ennesimo episodio di onore ceduto al migliore offerente.