Strascico di polemiche dopo lo scandalo. Caldoro: «Dal partito voglio un sostegno pieno»
Il Comune: «Vada via o non partecipiamo ai consigli»
Cirielli difende l’ex assessore «Non c’è ragione che lasci anche gli altri incarichi»
DI CLEMY DE MAIO
• Non bastano le dimissioni da assessore regionale. Ernesto Sica, indagato per un complotto teso a screditare Caldoro con un finto dossier a luci rosse, è sotto tiro anche a Salerno. E la sua presidenza al consorzio Aeroporto diventa l’ennesimo casus belli tra Comune e Provincia, con Palazzo di Cittá che minaccia di disertare le riunioni finché Sica non lascerá l’incarico.
• L’affondo è affidato a Gianni Iuliano, rappresentante del Comune nel consorzio. «La presidenza dell’aeroporto fu determinata dall’Amministrazione provinciale di cui Sica era assessore ai trasporti - ricorda l’ex senatore - Siamo dell’avviso che le dimissioni anche da tale incarico siano doverose e non procrastinabili. Fino ad allora, il Comune di Salerno si asterrá dal partecipare attraverso i propri rappresentanti all’assemblea e al consiglio di amministrazione del consorzio».
• In Provincia l’appello non fa breccia. Il presidente Edmondo Cirielli liquida il "caso Sica" come «un problema interno al Pdl, sicuramente una vicenda non edificante per il partito, ma per niente correlata con gli incarichi di sindaco di Pontecagnano Faiano e di presidente del consorzio dell’aeroporto». Cirielli parla di questione etica, ma priva di rilevanza giudiziaria: «Non posso che comprendere la rabbia e l’indignazione di Caldoro, a cui va il massimo della mia solidarietá, ma voglio specificare che la vicenda da un punto di vista penale non è grave, mentre è grave che queste cose debbano finire sui giornali. Sarebbe potuto finire tutto semplicemente con una querela da parte di Caldoro, ma adesso, dopo che sono comparsi sulla stampa anche dei dettagli della vicenda, non escludo che indirettamente possa essere stata danneggiata l’immagine del governatore». L’inchiesta ha riacceso la faida tra sostenitori del coordinatore regionale Nicola Cosentino, come Cirielli, e suoi avversari quali il parlamentare Bocchino e l’area del ministro Mara Carfagna. Da quest’ultimo fronte chiede spazio Antonio Lubritto, che spera di sedere sulla poltrona lasciata libera da Sica. «Spero che adesso il governatore Caldoro decida, per le sue prossime scelte, di mettere sempre al centro la meritocrazia, senza cedere alle interferenze da Roma» ha dichiarato ieri Lubritto.E ha aggiunto: «Penso che a Roma debbano prendere dei seri provvedimenti, perché Ernesto Sica è solo l’ultimo anello di un complotto teso a minare la credibilitá di Caldoro. E’ arrivato il momento che il coordinatore nazionale Denis Verdini e quello regionale Nicola Cosentino si dimettano». Dal partito attende un cenno lo stesso Caldoro. Sabato sera ha incontrato Cosentino in Regione, gli ha chiesto una presa di posizione chiara, che il Pdl campano dicesse con chi sta e gli garantisse un sostegno senza tentennamenti. Fino a ieri, solo silenzio. Poi la notizia, nel pomeriggio, che anche Cosentino è nell’elenco degli indagati, accusato di associazione a delinquere e associazione segreta. Avrebbe partecipato alle manovre della "cricca", che puntava su di lui per la candidatura alla presidenza della Regione e voleva diffamare Caldoro per estrometterlo dalla corsa. «Voglio sapere chi ha retto i fili» ha detto Caldoro ai suoi collaboratori, lamentando che una fetta del partito era quantomeno a conoscenza del dossier ma non ha avvertito il dovere di avvisarlo.
• Nei confronti di Cosentino si sono susseguite anche ieri le richieste di dimissioni, sia dalle fila del Pdl che dai ranghi del Pd. Il segretario regionale del Pd, Enzo Amendola, chiede una commissione d’inchiesta: «Caldoro ci dica la veritá, ci dica chi gli ha indicato il nome di Sica in giunta».
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